Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran annunciato nei giorni scorsi dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, titolare del ruolo di mediatore nei colloqui, solleva dubbi diffusi circa la sua sostenibilità.
Anzitutto perché il governo israeliano ha dichiarato di non sentirsi affatto vincolato dal memorandum, e specificato che i combattimenti in Libano proseguiranno. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, tuttavia, ha chiarito che la fine della guerra in Libano costituisce parte integrante del memorandum, che salterà inevitabilmente se gli Stati Uniti non terranno al guinzaglio Israele.
Cosa si muove per dare concretezza al memorandum
Secondo i dati di tracciamento raccolti da TankerTrackers, però, diverse petroliere iraniane salpate dai porti sul Golfo Persico hanno attraversato la linea di blocco statunitense senza fermarsi.
«Reuters», invece, riferisce, sulla base di confidenze rese da fonti di alto livello, che Stati Uniti e Iran avrebbero già raggiunto un’intesa per la creazione di un fondo privato di investimento da 300 miliardi di dollari, in grado di raccogliere in pochi giorni più della metà della somma prevista sotto forma di impegni di investimento ad opera di aziende private con sede negli Stati Uniti, nei Paesi del Golfo, in Asia, in Africa e in America Latina.

Il fondo è interamente privato, non prevede denaro governativo né si configura come programma di riparazioni o aiuti pubblici. È stato concepito per creare un incentivo economico reciproco alla conclusione dell’accordo finale e sarà attivato solo dopo la firma definitiva dell’intesa – prevista entro 60 giorni dalla firma del memorandum.
La stampa israeliana afferma invece che, sempre in base a quanto rivelato da “gole profonde”, nelle scorse settimane Washington avrebbe segretamente autorizzato il Qatar a trasferire fondi all’Iran in cambio della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e dell’immunità da attacchi. Questa duplice politica mirava a contenere i prezzi globali dell’energia e ha costituito la base per il memorandum d’intesa.
«Reuters» sostiene che gli Emirati Arabi Uniti si sarebbero mossi nella stessa direzione, al fine di incentivare una de-escalation da parte dell’Iran.
Minoo Mirshahvalad

Sociologa, saggista e ricercatrice iraniana specializzata nello studio dell’Islam contemporaneo, delle migrazioni e delle dinamiche religiose nelle società europee. È autrice del volume Sciiti in Italia. Il cammino dell’Islam minoritario in diaspora (Paguro Edizioni, 2020).
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