Nel corso di un dibattito con i colleghi John Mearsheimer e Glenn Diesen, il politologo Sergej Karaganov ha affermato che il mondo si trova già adesso nelle fasi iniziali di un conflitto globale. Si è detto convinto che l’ordine post-Guerra Fredda stia crollando con il declino del predominio occidentale e l’emergere di un sistema multipolare.

Secondo Karaganov, Mearsheimer e Diesen, la guerra in Ucraina è solo un fronte di una lotta ben più ampia che coinvolge competizione economica, tecnologica, politica e militare. A suo avviso, il pericolo non risiede unicamente nell’Ucraina stessa, ma nell’assenza di nuove regole in grado di gestire la rivalità tra le grandi potenze.
In cosa Mearsheimer e Diesen concordano con Karaganov
Karaganov sostiene che la Russia potrebbe ritrovarsi nella necessità di sferrare un attacco nucleare limitato, finalizzato a costringere gli avversari a rispettare le linee rosse tracciate da Mosca.
Nonostante la sua reputazione di “super-falco”, tuttavia, Karaganov sottolinea ripetutamente quella che definisce la barriera morale contro le armi nucleari. Sostiene che la Russia potrebbe potenzialmente raggiungere obiettivi militari attraverso un uso limitato delle armi nucleari, ma afferma che farlo rappresenterebbe una profonda catastrofe morale. Su questo, Mearsheimer e Diesen sono in accordo.
In futuro, sostengono Karaganov, Mearsheimer e Diesen, le sfide principali per la Russia verranno non dall’Ucraina, ma dalla trasformazione della Nato e il contestuale ricollocamento strategico della Germania.
Roberto Buffagni

Scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «Italia e il Mondo». Ha curato il volume La supercazzola. Istruzioni per l’Ugo (Mondadori, 2006) e tradotto il saggio di Peter Bogdanovich Chi diavolo ha fatto quel film? Conversazioni con registi leggendari (La Nave di Teseo, 2024).
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