Nei giorni scorsi, il premier britannico Burnham ha annunciato un piano di investimento da 8,4 miliardi di sterline (9,8 miliardi di euro) per la costruzione di quattro sottomarini nucleari Dreadnought, nell’ambito del piano United Kingdom Defence Nuclear Enterprise. I nuovi sottomarini sostituiranno la vecchia flotta Vanguard e saranno in grado di lanciare missili balistici con portata globale. L’iniziativa creerà 47.000 posti di lavoro, tra cui 22.000 contratti per apprendisti, e coinvolgerà Bae Systems e migliaia di piccole e medie imprese britanniche.

Successivamente, lo stesso Burnham ha riaffermato che il Regno Unito «sostiene l’Ucraina al 100%. Non è un amico di quelli che si vedono solo quando le cose vanno bene».
Burnham abbraccia la linea anti-russa di Starmer
Lo si è visto con l’impiego di droni britannici (rivendicato con orgoglio da Burnham) in una serie di attacchi ucraini contro obiettivi situati nelle profondità del territorio russo, a cui Mosca ha risposto in primo luogo richiamando l’ambasciatore a Londra Kelin senza nominare un sostituto, spiegando tuttavia che la mossa non va interpretata come un declassamento delle relazioni diplomatiche bilaterali ad opera del Cremlino.
Allo stesso tempo, la portavoce del Ministero degli Esteri Zakharova ha invitato Londra ad aspettarsi ritorsioni russe contro siti militari britannici sia in territorio ucraino che altrove.
In una recente intervista al «Corriere della Sera», invece, Sergej Markov, ex consigliere del presidente Putin, ha affermato che «l’Europa sta già attaccando la Russia. L’Occidente ha già preso di mira alcune navi russe che trasportavano materie prime e l’Unione europea ha ormai deliberato che è possibile sequestrare il petrolio russo».
La Russia, ha aggiunto Markov, «risponderà, e Putin ha detto che anche noi colpiremo navi avversarie in qualunque punto degli oceani. Lo scenario più realistico è quello del blocco da parte nostra degli stretti nel mar Baltico. Ce n’è un altro, più improbabile ma non impossibile: la Russia potrebbe colpire, sia nel territorio ucraino che altrove, le fabbriche che produrranno droni con i quali saranno uccisi centinaia di migliaia di russi. Questa possibilità è già stata prospettata nei confronti della Gran Bretagna».
John Laughland

Storico, giornalista, scrittore e docente universitario presso l’Istituto Cattolico di Studi Superiori della Vandea. È autore di numerosi volumi, tra cui The tainted source. The undemocratic origins of the European idea (Little Brown, 1997), Travesty. The trial of Slobodan Milosevic and the corruption of international justice (Pluto Press, 2015).
SOSTEGNO

I MIEI LIBRI
https://amzn.to/3S77B0s
Guida gratuita
Oltre la Notizia
Come leggere il mondo che i media non ti raccontano. I 5 filtri pratici per non fermarti alla superficie.
Scarica gratis la guida








