Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è stato firmato con anticipo rispetto al ruolino di marcia indicato originariamente.
Israele ha accolto molto negativamente l’intesa, definita dal «Times of Israel» come una vera e propria «capitolazione catastrofica» che premia l’Iran senza aver raggiunto nessuno degli obiettivi della recente guerra scatenata dalla coalizione israelo-statunitense: smantellamento del programma nucleare, destrutturazione dell’arsenale missilistico, revoca del sostegno agli alleati come Hezbollah e Hamas, libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

L’accordo appena firmato concede all’Iran enormi vantaggi economici, permette a Teheran di mantenere e accelerare il programma nucleare durante un periodo di 60 giorni di ulteriori negoziati e obbliga Israele a cessare immediatamente e permanentemente tutte le operazioni militari su tutti i fronti (inclusa la Libano), senza che Tel Aviv abbia partecipato ai negoziati.
Trump, viceversa, continua a difendere l’accordo, che ridisegnerà radicalmente gli equilibri mediorientali. Resta per ora poco chiara la posizione della Cina, ringraziata al pari della Russia dall’inquilino della Casa Bianca per il contributo diplomatico apportato ai fini della definizione dell’intesa.
Davide Martinotti

Studioso di questioni geostrategiche, specialista di mondo e cultura cinese e animatore del canale YouTube «Dazibao». Vive da tempo in Cina.
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