In qualità di generale a riposo del Corpo dei Marines e ufficiale più decorato degli Stati Uniti, per due volte vincitore della Medal of Honor, Smedley Butler formulò una critica tagliente e vigorosa contro l’imperialismo statunitense – che proprio in quella fase stava registrando una prodigiosa espansione – in un infuocato discorso pronunciato per la prima volta nel 1931 e riproposto in molte città statunitensi.

Il suo tour nazionale registrò un successo talmente clamoroso da indurre Butler a scrivere una versione più approfondita del discorso originario, pubblicata nel 1935 e intitolata War is a racket (“La guerra è una mafia”).
Smedley Butler, un gorilla al servizio di Wall Street
«Ho trascorso – scrive Butler nel suo libro – 33 anni e 4 mesi sotto le armi in servizio attivo e per la maggior parte di questi ho fatto il grilla per le grandi aziende, per i banchieri, per Wall Street. In breve, sono stato uno scagnozzo della mafia, un gangster del capitalismo, uno di quelli che ritirano il pizzo».
«Ho aiutato la United Fruit in Honduras nel 1903; ho contribuito a ripulire il Nicaragua per la banca d’affari Brown Brothers dal 1902 al 1912. Nel 1914 ho reso il Messico e in particolare Tampico un posto sicuro per i petrolieri americani».
«Ho portato la luce nella Repubblica Dominicana per gli interessi delle imprese della canna da zucchero nel 1916. Ho fatto in modo che Cuba e Haiti diventassero un posto accogliente per i ragazzi di National City Bank, in modo che potessero raccogliere i profitti. Ho contribuito a stuprare una mezza dozzina di repubbliche centroamericane a beneficio di Wall Street. In Cina, nel 1927, sono stato il cane da guardia della Standard Oil perché potesse fare i fatti suoi senza essere disturbata».
«Ripensando a tutto questo, credo che potrei dare dei consigli ad al Capone. Il meglio che lui sia riuscito a fare è stato operare in tre quartieri. Io l’ho fatto in tre continenti».
Il messaggio di Butler si conferma estremamente attuale alla luce della attuale deriva statunitense.
Carlo Ziviello

Docente di economia e dirigente della casa editrice Ad Est dell’Equatore. È autore del volume, scritto assieme a Francesco Dall’Aglio, Oppenheimer, Putin e altre storie sulla bomba (Ad Est dell’Equatore, 2023).
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