Manifestazioni suscitate da una vasta gamma di temi si sono svolte nelle città di tutta Europa, da Milano a Madrid, da Lisbona a Tirana.

I dimostranti sono scesi in strada per le pensioni, l’alloggio, l’istruzione, la corruzione e contro l’approccio dei loro governi riguardo il conflitto russo-ucraino, dando voce a un ventaglio molto diverso di malcontenti in tutto il continente.
Da Parigi a Zurigo, le manifestazioni imperversano
Nonostante misure di sicurezza, divieti e un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, le manifestazioni hanno portato a scontri violenti in diverse città francesi. Circa 2.400 persone sono state arrestate e circa un migliaio di agenti delle forze di sicurezza sono rimasti feriti, insieme a decine e decine di manifestanti e residenti soltanto a Parigi.
A Tirana, la polizia ha fatto ricorso a gas lacrimogeni per disperdere la folla. Nell’ultimo di una ormai lunga serie di scontri tra agenti e manifestanti, sono stati presi di mira edifici governativi e decine di dimostranti sono stati fermati. Le autorità hanno riferito che oltre 300 manifestanti e agenti di polizia sono rimasti feriti.
Parallelamente, migliaia di persone sono scese in piazza a Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna e Firenze. Alcuni manifestanti hanno lanciato bottiglie, pietre e petardi. La polizia italiana ha reso noto in un comunicato di aver effettuato nove arresti e di aver trattenuto per breve tempo 371 persone durante le proteste di sabato in otto città. Tra le persone fermate e portate in questura, 110 erano minorenni, si legge ancora nella nota.
A Madrid, le principali richieste dei manifestanti vertevano sull’adeguamento delle pensioni al tasso di inflazione reale, sull’allineamento della pensione minima ai livelli previsti dal salario minimo, sulla riduzione del divario pensionistico tra uomini e donne e sulla tutela della dimensione pubblica del sistema pensionistico vigente.
In Portogallo, la richiesta principale dei promotori delle manifestazioni riguarda l’accesso ad alloggi a prezzi sostenibili.
Disordini di un certo rilievo si sono registrati perfino in Svizzera, dove manifestazioni non autorizzate a Zurigo e Basilea sono degenerate in episodi di violenza e scontri con le forze dell’ordine. Centinaia di persone hanno risposto all’appello «On en a marre – en Suisse aussi» («Ne abbiamo abbastanza, anche in Svizzera»), formulato volutamente in francese per richiamare le proteste nell’Esagono.
Roberto Buffagni

Scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «Italia e il Mondo». Ha curato il volume La supercazzola. Istruzioni per l’Ugo (Mondadori, 2006) e tradotto il saggio di Peter Bogdanovich Chi diavolo ha fatto quel film? Conversazioni con registi leggendari (La Nave di Teseo, 2024).
SOSTEGNO

I MIEI LIBRI
https://amzn.to/3S77B0s
Guida gratuita
Oltre la Notizia
Come leggere il mondo che i media non ti raccontano. I 5 filtri pratici per non fermarti alla superficie.
Scarica gratis la guida








