Nel corso di una conversazione con il presidente finlandese Stubb e il primo ministro norvegese Støre, il presidente Putin ha discusso questioni relative a una pace a lungo termine in Ucraina e alla sicurezza nel Nord Europa. Il resoconto pubblicato dall’ufficio stampa del Cremlino riporta che, nel colloquio, Putin ha posto l’accento sull’esigenza tassativa di «rimuovere le cause profonde della guerra».

Per l’Atlantic Council, la questione è chiarissima: «sebbene i funzionari del Cremlino – riporta il noto think-tank – insistano sul proprio interesse per una soluzione negoziata, hanno anche sottolineato costantemente la necessità di affrontare le cosiddette “cause profonde” del conflitto. Questa espressione è diventata il pilastro della retorica diplomatica russa. Pur non essendo mai stata fornita una definizione precisa, le dichiarazioni e i segnali provenienti da Mosca indicano che, per la Russia, tali “cause profonde” riflettono il rifiuto del Cremlino di accettare l’esistenza di un’Ucraina indipendente».
Salvatore Minolfi

Storico, saggista e collaboratore di «La Fionda», «Studi Storici» e «Giano». È autore di numerosi volumi, tra cui Tra due crolli. Gli Stati Uniti e l’ordine mondiale dopo la guerra fredda (Liguori, 2005); Le origini della guerra russo-ucraina. La crisi della globalizzazione e il ritorno della competizione strategica (Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, 2023).
SOSTEGNO

I MIEI LIBRI
https://amzn.to/3S77B0s
Guida gratuita
Oltre la Notizia
Come leggere il mondo che i media non ti raccontano. I 5 filtri pratici per non fermarti alla superficie.
Scarica gratis la guida








