Nell’atteso discorso alla nazione incentrato sull’andamento dell’Operazione Epic Fury, il presidente Trump ha dichiarato che le operazioni militari contro l’Iran si concluderanno a breve, in seguito a due o tre settimane di bombardamenti di maggiore intensità, perché gli obiettivi della guerra sarebbero stati in larga parte conseguiti. Per l’inquilino della Casa Bianca, l’Operazione Epic Fury è un grande successo: l’Iran «è stato devastato e, essenzialmente, non è più una minaccia».
L’Operazione Epic Fury sta davvero avendo successo?
Il discorso attraverso cui Trump ha illustrato l’andamento dell’Operazione Epic Fury presenta ben pochi punti di contatto con la realtà. L’attuale leadership di Teheran rifiuta qualsiasi tipo di accomodamento, le forze armate iraniane continuano a colpire con durezza obiettivi in tutta la regione e dell’uranio arricchito nella disponibilità della Repubblica Islamica – inesorabilmente indotta ad avvalersene a fini militari dall’atteggiamento israelo-statunitense – si è persa traccia.

Soprattutto, nonostante l’Operazione Epic Fury, lo Stretto di Hormuz rimane soggetto a chiusura selettiva, con il passaggio concesso soltanto a petroliere riconducibili a Paesi non ostili, non coperte da assicurazione occidentale e disposte a commercializzare il carico in yuan-renminbi. L’amministrazione Trump si è addirittura ritrovata nella necessità di sospendere in via provvisoria le sanzioni contro il petrolio russo e iraniano in un’ottica di contenimento dei prezzi dell’energia.
Con risultati tutto sommato modesti. A dispetto della comunicazione strategica adottata da Trump per manipolare il mercato, i benchmark petroliferi Brent, Wti e soprattutto Urals hanno registrato aumenti da capogiro, con ovvie ripercussioni sui prezzi del carburante anche all’interno degli stessi Stati Uniti. Nello specifico, la benzina ha raggiunto una media nazionale di 4,06 dollari al gallone, toccando il livello più alto dall’agosto 2022. L’incremento del 36% registrato nell’ultimo mese (da 2,98 a 4,06 dollari al gallone) è il maggiore degli ultimi 30 anni. Anche il gas, i fertilizzanti e tutti i derivati degli idrocarburi stanno conoscendo rincari pesantissimi.
La chiusura selettiva dello Stretto di Hormuz è tuttavia destinata a produrre un impatto catastrofico sulla vita di miliardi di persone in tutto il mondo, con interruzioni delle catene di approvvigionamento e inflazione diffusa a 360°.
In un’intervista al «Telegraph», Trump ha infine aspramente criticato l’immobilismo della Nato di fronte alla sua richiesta di collaborazione a riaprire lo stretto, e annunciato che è allo studio un piano per l’uscita degli Stati Uniti dall’organizzazione.
Jacques Baud

Saggista ed ex colonnello dell’intelligence svizzera specializzato in questioni russe ed europee, con impieghi presso la Nato e le Nazioni Unite. È autore di numerosi volumi, tra cui Ukraine between war and peace (Max Milo, 2023), The Russian art of War. How the West led Ukraine to defeat (Max Milo 2024, disponibile anche in italiano), Operation al-Aqsa Flood. The defeat of the vanquisher (Max Milo, 2024, disponibile anche in italiano), Covert wars in Ukraine (Max Milo, 2025, disponibile anche in italiano), Peace in Ukraine. Twelve years of incompatibility between East and West (Max Milo, 2026).
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