Nonostante le imponenti operazioni di buyback implementate dal Dipartimento del Tesoro, i tassi di interesse sui Treasury a 10 anni hanno varcato la soglia critica del 5,25%; sui Treasury a 20 anni, del 5,64%; sui Treasury a 30 anni, del 5,59%.
Gli stranieri scaricano i Treasury, a differenza degli hedge fund
Il volume complessivo delle detenzioni straniere di Treasury si è invece ridotto di circa 250 miliardi tra febbraio e luglio, con gli hedge fund domiciliati presso le Isole Cayman che si muovono in controtendenza facendo letteralmente incetta di titoli di debito Usa.

Secondo un’analisi della società di gestione degli investimenti DoubleLine, nel 2025 i pagamenti netti per interessi sul debito statunitense hanno raggiunto quota 1,25 trilioni di dollari, pari al 18,5% delle entrate federali.
Più che l’inflazione, saldamente al di sopra dell’obiettivo della Federal Reserve da ben 60 mesi consecutivi, sembra essere proprio la necessità tassativa di trovare acquirenti a indurre la Banca Centrale statunitense a pianificare un secondo innalzamento dei tassi di interesse, successivo a quello varato giorni addietro.
La posizione finanziaria netta, d’altro canto, ha registrato un peggioramento su base trimestrale, passando da 21,27 a 22,42 trilioni di dollari di passivo.
Piergiogio Pollini

Consulente finanziario e studioso di questioni economiche.
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