Trump se la pende anche con Papa Leone XIV. In un post pubblicato sul suo profilo Truth, il magnate newyorkese ha apostrofato aspramente Papa Leone XIV, definendolo «debole contro la criminalità» e «terribile in politica estera».

E mettendo in chiaro che «non voglio un Papa che pensa sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare […]. Papa Leone dovrebbe smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico».
Trump: se non fosse per me, Papa Leone non sarebbe stato eletto
Trump si è anche intestato il merito dell’elezione di Papa Leone, suggerendo che la Chiesa abbia scelto il primo pontefice nato negli Stati Uniti per ingraziarsi il favore della Casa Bianca. «Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano», ha dichiarato Trump.
Intanto, dopo appena 21 ore di colloqui, i negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad sono naufragati. Stando alle ricostruzioni, la delegazione iraniana avrebbe manifestato una incrollabile determinazione a mantenere il controllo sullo Stretto di Hormuz e a estendere la cessazione delle ostilità al Libano.
Sul «Washington Post», Marc Thiessen, ex scrittore dei discorsi di Donald Rumsfeld e George W. Bush, aveva suggerito di “ammorbidire” gli iraniani «sferrando un ultimo attacco ai vertici, eliminando i funzionari iraniani che erano stati risparmiati ai fini dei negoziati. I leader iraniani devono capire che le loro vite dipendono letteralmente dal raggiungimento di un accordo negoziato di gradimento a Trump. Se si rifiutano, verranno uccisi».
Nell’annunciare l’esito fallimentare delle trattative, il vicepresidente Jd Vance ha affermato che «torneremo negli Stati Uniti senza aver raggiunto un accordo. Questa è una brutta notizia per l’Iran, molto più che una brutta notizia per gli Stati Uniti».
Poche ore dopo, il presidente Trump ha avvertito che le forze statunitensi avrebbero immediatamente implementato «il processo di blocco di tutte le navi che tentano di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz».
A suo avviso, «a un certo punto arriveremo a un accordo in cui tutti possono entrare e tutti possono uscire, ma finora l’Iran non ha permesso che ciò accada».
Allo stato attuale, l’idea è quella di impiegare la marina militare statunitense per «intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno di coloro che pagheranno un pedaggio illegale beneficeranno di un passaggio sicuro in alto mare». Con tutto ciò che ne consegue in termini di ulteriore incremento dei prezzi dell’energia.
Mohammad Bagher Qalibaf, presidente del parlamento iraniano che ha guidato la delegazione iraniana durante i colloqui di Islamabad, ha pubblicato un post sul suo profilo X in cui si invitava i cittadini statunitensi a «godersi i prezzi attuali alla pompa di benzina», a commento di mappa raffigurante i prezzi nelle stazioni di servizio nelle prossimità della Casa Bianca. «Con il cosiddetto “blocco”, presto rimpiangerete la benzina a 4–5 dollari per gallone», ha affermato Qalibaf.
Roberto Buffagni

Scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «Italia e il Mondo». Ha curato il volume La supercazzola. Istruzioni per l’Ugo (Mondadori, 2006) e tradotto il saggio di Peter Bogdanovich Chi diavolo ha fatto quel film? Conversazioni con registi leggendari (La Nave di Teseo, 2024).
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