Pochi giorni dopo il “rapimento” di Nicolas Maduro, il presidente Trump ha dichiarato, con esplicito riferimento al petrolio, che «estrarremo dal sottosuolo del Venezuela un’enorme quantità di ricchezza», di cui gli Stati Uniti avrebbero trattenuto una parte «a titolo di risarcimento per i danni causati da quel Paese».
Il «Financial Times» ha quantificato in circa 13 miliardi di dollari i proventi della vendita di petrolio venezuelano “trattenuti” fino a luglio dagli Stati Uniti e destinati a fini non meglio specificati, a fronte dei 300 milioni versati al governo di Caracas chiamato in questa fase a ricostruire parte importante del Paese devastato dal terremoto del giugno scorso.
Non solo petrolio: le mire Usa sull’oro di Caracas
Un destino sostanzialmente analogo potrebbe essere riservato alle 31 tonnellate di riserve auree (circa 4 miliardi di dollari di controvalore) di proprietà del Venezuela e custodite nei caveau della Bank of England contro la volontà dell’esecutivo di Caracas fin dal 2018. Quando, cioè, Londra respinse la richiesta di rimpatrio presentata da Maduro contestualmente al disconoscimento di quest’ultimo come legittimo presidente venezuelano.
Secondo quanto affermato da Ramón López, deputato dell’opposizione presso l’Assemblea Nazionale, le riserve auree venezuelane detenute presso la Bank of England saranno trasferite presso il Dipartimento del Tesoro statunitense «nell’ambito di un piano finalizzato a fronteggiare l’emergenza successiva ai terremoti verificatisi il 24 giugno», implicante lo scongelamento delle risorse venezuelane immobilizzate dall’Occidente nel corso degli anni passati.

La riconsegna degli asset, ha specificato López, sarà vincolata alla messa a punto di un meccanismo di controllo internazionale affidato a un gruppo di società straniere, incaricate di accertare che le risorse scongelate vadano a sostenere un piano rilancio economico incentrato sulla realizzazione di alloggi, centri sanitari e scuole nelle aree colpite dai terremoti. Il tutto, ça va sans dire, sotto la totale supervisione del governo degli Stati Uniti.
Dietro il pretesto di fornire all’esecutivo guidato da Delcy Rodriguez l’assistenza necessaria ad affrontare la catastrofe umanitaria provocata dal sisma, l’amministrazione Trump ha per di più già inviato truppe statunitensi in territorio venezuelano per affiancare alle operazioni di assistenza alla popolazione vere e proprie missioni armate contro il narcotraffico.
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