Poche ore fa, il presidente Trump ha pubblicato un post sul suo profilo Truth in cui si afferma che, su richiesta dei leader dei Paesi arabi del Golfo, le operazioni militari già pianificate contro l’Iran sono provvisoriamente sospese.

«Mi è stato chiesto dall’Emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani, dal Principe Ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed Bin-Salman al-Saud, e dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed Bin-Zayed al-Nahyan, di sospendere il nostro previsto attacco militare contro la Repubblica Islamica dell’Iran, programmato per domani, poiché sono attualmente in corso seri negoziati e, secondo loro, in qualità di Grandi Leader e Alleati, verrà raggiunto un accordo che sarà molto accettabile per gli Stati Uniti d’America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e oltre. Questo accordo includerà, cosa importante, nessuna arma nucleare per l’Iran!», recita il post.
Il post prosegue precisando che: «basandomi sul rispetto che nutro per i leader summenzionati, ho dato istruzioni al segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al presidente del Joint Chiefs of Staff, generale Daniel Caine, e alle forze armate degli Stati Uniti, affinché non venga effettuato l’attacco programmato contro l’Iran domani, ma ho ordinato loro di essere pronti a procedere con un assalto completo e su larga scala contro l’Iran, con un preavviso minimo, nel caso in cui non venga raggiunto un accordo accettabile».
Fino a pochi minuti prima che Trump pubblicasse il post, scrive il «New York Times» sulla base di confidenze rese da due funzionari mediorientali, il Pentagono stava conducendo intensi preparativi per un’eventuale riattivazione dell’Operazione Epic Fury di concerto con Israele.
Secondo quanto affermato da un neoconservatore a 24 carati come Robert Kagan, marito di Victoria Nuland e principale architetto ideologico delle guerre mediorientali statunitensi sferrate sotto l’amministrazione Bush jr., l’Iran avrebbe dichiarato “scacco matto” agli Stati Uniti in questa guerra.
Fabio Mini

Generale di corpo d’armata, saggista e collaboratore de «Il Fatto Quotidiano». Ha comandato tutti i livelli di unità da combattimento e prestato lunghi periodi di servizio negli Stati Uniti, in Cina, nei Balcani e nella Nato. È stato Capo di Stato Maggiore del Comando Alleato del Sud Europa e comandante della forza internazionale di sicurezza in Kosovo. È autore di numerosi volumi, tra cui L’Europa in guerra (PaperFirst, 2023), La Nato in guerra. Dal patto di difesa alla frenesia bellica (Dedalo, 2025).
SOSTEGNO

I MIEI LIBRI
https://amzn.to/3S77B0s
Guida gratuita
Oltre la Notizia
Come leggere il mondo che i media non ti raccontano. I 5 filtri pratici per non fermarti alla superficie.
Scarica gratis la guida









