Nei giorni scorsi, le autorità cinesi guidate dal presidente Xi Jinping hanno riservato al presidente Trump un’accoglienza caratterizzata da un alto livello di solennità protocollare. Non solo guardie d’onore e visita al Tempio del Cielo, dove gli imperatori pregavano per la pace e il raccolto, ma addirittura un incontro privato a Zhongnanhai, la sede del Partito Comunista Cinese situata accanto alla Città Proibita.

Xi Jinping ha così offerto al presidente americano il massimo riconoscimento pubblico, senza però fare concessioni significative su alcun dossier rilevante.
Il risultato più concreto della visita è stato l’annuncio dell’acquisto di 200 aerei Boeing accordato da Xi Jinping, presentato da Trump come una vittoria epocale in un’intervista a «Fox News».
Assieme a Trump, durante la cena di Stato ospitata da Xi Jinping nella Grande Sala del Popolo, era presente una squadra di amministratori delegati di alcune delle più importanti aziende statunitensi. Tra i presenti c’erano Elon Musk di Tesla ed Space-X, Tim Cook di Apple, Larry Fink di BlackRock, Kelly Ortberg di Boeing e Stephen Schwarzman di Blackstone, oltre a figure di spicco di Meta, Cisco, Qualcomm, Micron, Visa, Mastercard e Cargill.
Jensen Huang di Nvidia, la cui partecipazione non era prevista, è salito sull’Air Force One su invito di Trump, fermatosi in Alaska appositamente per imbarcarlo.
Davide Martinotti

Studioso di questioni geostrategiche, specialista di mondo e cultura cinese e animatore del canale YouTube «Dazibao». Vive da tempo in Cina.
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