Nella conferenza stampa tenutasi a poche ore di distanza dall’Operazione Absolute Resolve (in cui si è parlato abbondantemente di energia), Trump ha spiegato che l’azione militare contro il Venezuela rappresenta un avvertimento per chiunque intenda minacciare la sovranità degli Stati Uniti, i quali si impegneranno a garantire che il loro dominio nell’emisfero occidentale non venga mai più messo in discussione.
È molto importante che «l’embargo su tutta l’energia venezuelana rimanga in pieno vigore. Le forze armate americane rimangono in posizione e gli Stati Uniti mantengono tutte le opzioni militari finché le richieste degli Stati Uniti non saranno state pienamente soddisfatte».

Secondo Trump, gli Stati Uniti «governeranno il Paese finché non saranno nelle condizioni di realizzare una transizione sicura, adeguata e giusta. Non possiamo correre il rischio che qualcun altro prenda il potere in Venezuela senza avere a cuore gli interessi dei venezuelani».
Un punto risulta cruciale: «tutte le figure politiche e militari in Venezuela dovrebbero capire che quello che è successo a Maduro può succedere anche a loro, e succederà anche a loro se non saranno giuste e corrette anche con il loro popolo».
Tutto ruota attorno all’energia
Il 6 gennaio, Trump ha dichiarato di aver concordato con il governo ad interim guidato da Delcy Rodriguez l’esportazione di 2 miliardi di dollari di greggio verso gli Stati Uniti, nell’ambito di un negoziato sull’energia volto a distogliere le forniture venezuelane dalla Cina e porre allo stesso tempo Caracas nelle condizioni di evitare tagli più profondi alla produzione.
L’accordo, afferma «Reuters», rappresenta un «segnale forte che il governo venezuelano sta rispondendo alla richiesta di Trump di aprirsi alle compagnie statunitensi che si occupano di energia […]. Trump ha affermato di volere che la presidente ad interim Delcy Rodríguez conceda agli Stati Uniti e alle aziende private accesso totale all’industria venezuelana dell’energia». Altrimenti, ha intimato lo stesso inquilino della Casa Bianca nel corso di un’intervista a «The Atlantic», la Rodriguez potrebbe «pagare un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro».
Trump ha poi scritto in un post pubblicato sul suo profilo Truth che il Venezuela consegnerà agli Stati Uniti «tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio sanzionato», che «verrà venduto al suo prezzo di mercato. Quel denaro, frutto della vendita di energia, sarà controllato da me, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, per garantire che venga utilizzato a beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti!».
Questo petrolio, ha spiegato Trump, verrà prelevato dalle navi cisterna rimaste all’ancora nei porti venezuelani a causa del blocco statunitense in vigore dalla metà di dicembre.
Parallelamente, la petroliera Marinera è stata sequestrata dalla nell’Atlantico del Nord, nelle acque internazionali prossime all’Islanda, nell’ambito di un’operazione coordinata tra Guardia Costiera e forze armate statunitensi.
La nave, battente bandiera russa, era accusata di violare le sanzioni statunitensi, appartenendo a una “flotta ombra” utilizzata per eludere i controlli su esportazioni di petrolio venezuelano.
L’inquilino della Casa Bianca è infine tornato sul delicato tema della Groenlandia, di cui ha invocato l’annessione in quanto vitale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, prima di annunciare l’intenzione di incrementare il bilancio della Difesa a 1,5 trilioni di dollari.
Alessandro Volpi

Saggista, collaboratore di «Altraeconomia» e «Valori» e docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. È autore di numerosi volumi, tra cui Prezzi alle stelle. Non è inflazione, è speculazione (Laterza, 2023), I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia (Laterza, 2024), Nelle mani dei fondi. Il controllo invisibile della grande finanza (Altraeconomia, 2024), L’America secondo Trump. Prospettive economiche e scenari globali (La Vela, 2025), La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale (Laterza, 2025).
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