Migliaia di manifestanti continuano da settimane a sfilare per Tirana in segno di protesta contro il progetto riconducibile a Jared Kushner e Ivanka Trump e finalizzato alla realizzazione di un resort di lusso presso l’isola di Sazan, in prossimità di una delle più importanti aree di nidificazione per gli uccelli migratori nella zona protetta di Vjosa-Narta.

Sazan non è però soltanto un paradiso naturale, ma, quantomeno dai tempi dell’occupazione italiana, una vera e propria fortezza, dotata di un centro di comando sotterraneo e di rupi scoscese disseminate di migliaia di bunker antiatomici collegati tra loro da una rete di tunnel fortificati che si estende per ben 16 km.
La rilevanza geostrategica di Sazan
Durante la Guerra Fredda, le infrastrutture militari preesistenti a Sazan sono state ulteriormente rafforzate dal governo comunista di Tirana, che accordò ai sovietici il diritto di costruire una base per sottomarini nella prospiciente Baia di Valona in quanto unico attracco in acque profonde in tutto il Canale di Otranto. Cioè la sola via d’accesso, larga appena 72 km, dall’Adriatico al Mediterraneo.
Sazan, per di più, lambisce il Trans-Adriatic Pipeline (Tap) e dovrebbe essere anche sfiorata dal tracciato del gasdotto East-Med, che Israele intende realizzare per collegare il giacimento Leviathan all’Italia.
Peculiarità, quelle inerenti l’isola di Sazan, che lasciano supporre la sussistenza di interessi di ben più ampia portata rispetto a quelli riconducibili al mero ambito immobiliare. Ne sono saldamente convinti i dimostranti albanesi, che dalla fine di maggio si riuniscono ogni sera per opporsi alla realizzazione del complesso alberghiero e invocare le dimissioni del primo ministro Edi Rama.
Quest’ultimo ha finora mantenuto una posizione intransigente, dichiarato durante una riunione di partito che non si dimetterà e ha sostenuto che la controversia è alimentata «più dal nome di Kushner e dall’ombra di Trump che dal progetto in sé».
Roberto Iannuzzi

Arabista, saggista, analista geopolitico e gestore del sito «Intelligence for the People». È autore dei volumi Geopolitica del collasso. Iran, Siria e Medio Oriente nel contesto della crisi globale (Castelvecchi, 2014), Se Washington perde il controllo. Crisi dell’unipolarismo americano in Medio Oriente e nel mondo (Castelvecchi, 2017), e Il 7 ottobre tra verità e propaganda. L’attacco di Hamas e i punti oscuri della narrazione israeliana (Fazi, 2024).
SOSTEGNO











