Secondo il commissario europeo per la difesa e lo spazio, il lituano Andrius Kubilius, «l’Ucraina sarà una componente vitale della nostra architettura di sicurezza europea, grazie alla sua industria della difesa innovativa e alla sua esperienza sul campo di battaglia».
Per Kubilius, «abbiamo bisogno dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea tanto quanto l’Ucraina ha bisogno di questa integrazione. In realtà, siamo forse noi ad averne ancor più bisogno».

Alle uscite di Kubilius hanno fatto eco le dichiarazioni della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, secondo cui «la situazione sta cambiando per l’Ucraina. La situazione nel 2026 sarà molto diversa da quella del 2025. L’Ucraina sta coraggiosamente tenendo la prima linea. La stanchezza della Russia è palese. È il momento di raddoppiare il nostro sostegno. Con la prima tranche del prestito dell’Unione Europea da 90 miliardi di euro. Con un pacchetto invernale a sostegno dell’Ucraina nel corso dell’anno. Il G-7 sostiene un’Ucraina forte e sovrana».
Ushakov risponde a Kubilius e Von der Leyen
Alle esternazioni di Kubilius e della Von der Leyen ha risposto il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, il quale ha affermato che «non aspettiamo che gli accordi di Anchorage vengano attuati; aspettiamo la vittoria. Aspettiamo che i nostri obiettivi vengano raggiunti».
Per valutare accuratamente la situazione, ha aggiunto Ushakov, i Paesi occidentali farebbero bene a «osservare attentamente ciò che accade sul campo di battaglia e sulla linea di contatto».
Il riferimento è chiaramente diretto a Kostyantynivka, una delle ultime roccaforti controllate dagli ucraini attualmente sottoposta alla pressione crescente delle forze armate russe. L’eventuale caduta della città porrebbe i russi nelle condizioni di inquadrare nel mirino le tre fortezze di Slovyansk, Kramatorsk e Druzhkivka.
Parallelamente, in un articolo intitolato Ucraina, Europa e sicurezza globale, scritto per la testata «Politico» ma per qualche ragione ignota non pubblicato, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che l’architettura di sicurezza europea costruita in base a quanto stabilito dall’Atto Finale di Helsinki del 1975, è stata irreparabilmente distrutta dalle azioni riconducibili agli stessi leader europei. «Non ci sarà un ritorno a questo sistema», ha sottolineato Lavrov.
Gianandrea Gaiani

Giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023).
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