«Non esistono più guerre davvero regionali, non quando il petrolio passa per Hormuz, i droni arrivano da Yelabuga, i tavoli diplomatici si spostano da Islamabad a Ginevra e ogni crisi diventa un acceleratore di un’altra. La guerra cominciata il 28 febbraio 2026 con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e poi rallentata solo da una tregua di due settimane annunciata l’8 aprile, ha già mostrato una verità scomoda: il suo epicentro è mediorientale, ma le sue onde d’urto arrivano dritte fino a Kiev». Così scrive la giornalista Lara Ballurio, sottolineando la strettissima relazione intercorrente tra la guerra in Iran e quella in Ucraina.

Lara Ballurio

Giornalista e analista geopolitica specializzata in Russia e Repubbliche dell’ex blocco sovietico. Esperta in comunicazione. Traduttrice, ghostwriter e docente di storytelling. Collabora o ha collaborato con numerose testate sia italiane che straniere, tra cui «Analisi Difesa, «La Voce», «Literaturnaja Gazeta» e «Junost».
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