«Non esistono più guerre davvero regionali, non quando il petrolio passa per Hormuz, i droni arrivano da Yelabuga, i tavoli diplomatici si spostano da Islamabad a Ginevra e ogni crisi diventa un acceleratore di un’altra. La guerra cominciata il 28 febbraio 2026 con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e poi rallentata solo da una tregua di due settimane annunciata l’8 aprile, ha già mostrato una verità scomoda: il suo epicentro è mediorientale, ma le sue onde d’urto arrivano dritte fino a Kiev». Così scrive la giornalista Lara Ballurio, sottolineando la strettissima relazione intercorrente tra la guerra in Iran e quella in Ucraina.
La guerra in Iran influenza quella in Ucraina 4
La guerra in Iran ha comportato un uso intensivo di munizioni di alta qualità particolarmente costose e rimpiazzabili in tempi piuttosto lunghi.
Questo imponente sforzo sostenuto per portare avanti la guerra in Iran ha ulteriormente intaccato le già limitate scorte statunitensi, a cui Washington aveva sistematicamente attinto per rifornire l’Ucraina nel contesto della guerra contro la Federazione Russa.
A sua volta, Mosca sostiene l’Iran ai sensi della partnership strategica sottoscritta nel gennaio dello scorso anno dai presidenti Putin e Pezeshkian.
Trae inoltre enorme beneficio dal blocco selettivo dello Stretto di Hormuz imposto da Teheran e dalle recenti iniziative dello stesso tenore assunte dall’amministrazione Trump, perché accrescono il prezzo degli idrocarburi trasformando allo stesso tempo la Russia in un cruciale canale di rifornimento di energia alternativo al Golfo Persico.
Lara Ballurio
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Giornalista e analista geopolitica specializzata in Russia e Repubbliche dell’ex blocco sovietico. Esperta in comunicazione. Traduttrice, ghostwriter e docente di storytelling. Collabora o ha collaborato con numerose testate sia italiane che straniere, tra cui «Analisi Difesa, «La Voce», «Literaturnaja Gazeta» e «Junost».