Nei giorni scorsi, Ratko Mladic, ufficiale di alto livello dell’Armata Popolare Jugoslava e successivamente Capo di Stato Maggiore delle forze armate della Repubblica Srpska, è deceduto.

La notizia della sua morte, sopraggiunta per cause naturali mentre scontava l’ergastolo a L’Aja per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio, ha fatto il giro del mondo e suscitato reazioni diametralmente opposte.
Mladic: criminale per alcuni, eroe per altri
Molti, a partire dai bosgnacchi e dai croati di Bosnia, lo ricordano come “il boia di Srebrenica” e il principale responsabile dell’assedio di Sarajevo.
Gran parte dei serbi, invece, lo annovera come uno strenuo difensore del proprio Paese e della propria gente, come testimoniato dalle migliaia di persone confluite presso la piccola chiesa ortodossa serba di San Luca a Belgrado per rendere omaggio alla sua salma. Mladic ha anche ricevuto gli onori militari durante la cerimonia funebre, officiata dal Patriarca Porfirio (massimo esponente della Chiesa Ortodossa serba) in persona.
Agli occhi di molti, la sorte di Mladic emblematizza il doppio standard giudiziario e mediatico applicato sistematicamente alle guerre balcaniche, dispiegatosi sotto forma di demonizzazione del popolo serbo e minimizzazione – se non vero e proprio occultamento – delle responsabilità attribuibili a vertici politici e militari bosgnacchi, croati e albanese, quali Naser Oric, Alija Izetbegovic, Franjo Tudjman, Ante Gotovina, Ramush Haradinaj e Hashim Thaci.
Francesco Cosimato

Generale di brigata, paracadutista militare, direttore di lancio e ispettore per attività di controllo degli armamenti. Ha ricoperto numerosi incarichi di comando e staff, tra cui missioni in Somalia, Bosnia e Kosovo. Ha comandato unità come il I Gruppo del 33° Reggimento artiglieria terrestre Acqui e il 21° Reggimento Artiglieria Trieste. Ha operato presso lo Stato Maggiore dell’esercito e la Nato. Collabora con svariati giornali e riviste, tra cui «Krisis».
Stefano Vernole

Analista geopolitico, saggista e vicepresidente del Centro Studi Eurasia Mediterraneo. È autore di numerosi volumi, tra cui La difesa della fede ortodossa in Montenegro. Il possibile cambiamento geopolitico nei Balcani (Anteo, 2020), Finiremo tutti all’inferno. Ma “anche” all’inferno, saremo i migliori (Anteo, 2026).
SOSTEGNO

I MIEI LIBRI
https://amzn.to/3S77B0s
Guida gratuita
Oltre la Notizia
Come leggere il mondo che i media non ti raccontano. I 5 filtri pratici per non fermarti alla superficie.
Scarica gratis la guida








