Sul campo di battaglia ucraino, le forze armate russe intensificano la pressione nel settore di Kostyantynivka, con l’obiettivo di aprirsi la strada verso le tre fortezze di Druzhkivka, Kramatorsk e Slovyansk. Anche nell’oblast’ di Zaporižžja si registrano turbolenze di rilievo.

Mentre Kostyantynivka vacilla, il presidente Putin respinge la recente proposta avanzata dal suo omologo ucraino Zelensky di limitare l’Operazione Militare Speciale alle sole regioni di nuova incorporazione, dichiarando che l’obiettivo della Russia non è preservare l’attuale regime di Kiev, ma distruggerlo.
Oltre Kostyantynivka: Mosca non rinuncia ai suoi obiettivi
Le dichiarazioni di Putin attestano un netto irrigidimento della posizione russa, riscontrabile in uscite di analogo tenore formulate dal ministro degli Esteri Lavrov, dal consigliere del Cremlino Ushakov, dal politologo Karaganov e dall’ex colonnello dell’Svr Berzrukov.
Parallelamente, il quotidiano «Kommersant» ospitava un editoriale a firma dello specialista in affari militari Andreij Ilnitsky e intitolato L’escalation – la via più breve per la pace. Nel pezzo, Ilnitsky sostiene che un’escalation graduale e calibrata costituisca la strada più sicura per raggiungere gli obiettivi dell’Operazione Militare Speciale russa e garantire una pace duratura dopo la vittoria.
Gianandrea Gaiani

Giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023).
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