In una recente intervista rilasciata a Glenn Diesen, il politologo russo Sergej Karaganov ha dichiarato che «dobbiamo intensificare le ostilità e punire i nostri nemici europei per aver condotto una guerra totale contro la Russia. Credo che siamo davanti a una quarta guerra mondiale, se consideriamo la guerra napoleonica come la prima».

La Russia, sostiene Karaganov, è chiamata tassativamente a rimodulare il proprio approccio per due motivi: «il primo è che questa guerra sanguinosa in Ucraina non porta da nessuna parte, ma solo a un numero sempre maggiore di vittime da parte nostra e dieci volte di più, cinque volte di più, tre volte di più da parte ucraina, ecc. È una guerra senza fine. Prima o poi, però, la situazione degenererà».
Il secondo motivo, afferma Karaganov, verte sulla «prevenzione dell’escalation orizzontale, che è già iniziata, perché un paio di mesi fa gli americani hanno iniziato a destabilizzare l’Eurasia meridionale, ovvero il Medio Oriente. Si tratta della destabilizzazione di un’enorme area che parte da Madrid e si estende dal Sud-est asiatico, e questo è ciò che hanno iniziato a fare e dobbiamo pensare a come fermarlo».
Roberto Buffagni

Scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «Italia e il Mondo». Ha curato il volume La supercazzola. Istruzioni per l’Ugo (Mondadori, 2006) e tradotto il saggio di Peter Bogdanovich Chi diavolo ha fatto quel film? Conversazioni con registi leggendari (La Nave di Teseo, 2024).
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