Nel corso delle celebrazioni per la Grande Guerra Patriottica, il presidente Putin ha annunciato che l’operazione militare speciale in Ucraina è ormai quasi completata.

Interpellato successivamente sul punto, Putin ha espresso la convinzione che la questione relativa all’operazione militare speciale «stia giungendo al termine, ma si tratta di una tema serio». Non è chiaro se annunciando l’imminente conclusione dell’operazione militare speciale, il leader del Cremlino intenda affermare che la guerra è ormai sul punto di finire. Ha tuttavia affermato di essere disposto a negoziare nuovi accordi di sicurezza per l’Europa e che il suo interlocutore preferito sarebbe l’ex cancelliere Schröder.
Nel corso di una recente intervista telefonica rilasciata al «Corriere della Sera», invece, il presidente Trump non ha parlato dell’operazione militare speciale, ma ha sottolineato che sta «ancora prendendo in considerazione» lo spostamento di truppe statunitensi dalle basi italiane, presumibilmente verso Paesi situati sul fianco orientale della Nato reputati maggiormente ricettivi alle sollecitazioni statunitensi.
L’inquilino della Casa Bianca ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti «potrebbero spostare truppe dalla Germania alla Polonia», dopo aver annullato l’intesa Biden–Scholz che avrebbe dovuto portare al dispiegamento provvisorio di missili da crociera Tomahawk sul suolo tedesco.
La presa di posizione statunitense ha suscitato sgomento e timore, come si evince dal ragionamento formulato dall’esperto di sicurezza Nico Lange secondo cui il mancato schieramento dei Tomahawk priverebbe la Germania della possibilità di ristabilire l’equilibrio strategico con la Russia, che mantiene centinaia di missili Iskander e Orešnik a Kaliningrad e in Bielorussia.
Di qui le insistenti richieste di acquisto dei Tomahawk che, secondo il «Financial Times», il cancelliere Merz e in ministro della Difesa Pistorius avrebbero avanzato nei confronti di Washington. Qualora non riuscissero nel loro intento, ha affermato Lange, l’Europa sarà chiamata sviluppare capacità analoghe autonomamente e in gran in fretta, perché lo squilibrio attuale compromette la deterrenza europea.
Gianandrea Gaiani

Giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023).
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