Nelle scorse ore, il presidente Trump ha imposto il blocco navale dei porti iraniani, con l’obiettivo di «intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno di coloro che pagheranno un pedaggio illegale beneficeranno di un passaggio sicuro in alto mare».
La risposta cinese al blocco navale Usa
Interpellato sul punto, il ministro della Difesa cinese, ammiraglio Dong Jun, ha dichiarato che «le nostre navi entrano ed escono dalle acque dello Stretto di Hormuz. Abbiamo accordi commerciali ed energetici con l’Iran. Li rispetteremo e li onoreremo e ci aspettiamo che gli altri non si intromettano nei nostri affari. L’Iran controlla lo Stretto di Hormuz e lo stretto è aperto per noi».

Poche ore dopo, due petroliere hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco navale statunitense.
L’Arabia Saudita, rivela il «Wall Street Journal», avrebbe chiesto a Washington di revocare il blocco navale per scongiurare un’escalation che potrebbe portare all’ostruzione di altre importanti rotte marittime come quella che passa attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, presidiato dagli Houthi. «I Paesi del Golfo Persico – scrive il quotidiano statunitense – non vogliono che la guerra si concluda con l’Iran e i suoi alleati che controllano entrambi questi stretti».
Si tratta dello scenario ipotizzato dal politologo Robert Pape, che in un editoriale scritto per il «New York Times» ha avanzato la tesi che il conflitto starebbe trasformando l’Iran in una grande potenza, di rango paragonabile a quelle statunitense, cinese e russa.
Secondo quanto riportato da «Reuters» sulla base delle confidenze rese da cinque fonti addentro alla questione, le squadre negoziali di Stati Uniti e Iran potrebbero tornare a Islamabad entro la fine di questa settimana.
Andrea Zhok

Professore di filosofia morale presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università Statale di Milano e saggista. È autore di numerosi volumi, tra cui Critica della ragione liberale. Una filosofia della storia corrente (Meltemi, 2020), La profana inquisizione e il regno dell’anomia. Sul senso storico del politicamente corretto e della cultura woke (Il Cerchio, 2024), Il senso dei valori. Fenomenologia, etica, politica (Mimesis, 2024), Diario politico di un martirio. Palestina 2023-2025 (Il Cerchio, 2025).
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