Oltre ad aver rafforzato il dispositivo militare in prossimità della regione del Golfo Persico, gli Stati Uniti hanno ventilato la possibilità di impiegare una Bu-43/B Massive Ordnance Air Blast Bomb (Moab) contro Pickaxe Mountain (Montagna del Piccone).

Vale a dire una struttura altamente fortificata situata nelle viscere di un rilievo montagnoso di granito, all’interno della quale, ipotizzano le intelligence statunitense e israeliana, Teheran avrebbe trasferito parte delle centrifughe avanzate e scorte di uranio arricchito in seguito alla Guerra dei 12 Giorni.
Perché si parla di Pickaxe Mountain proprio ora?
La minaccia di prendere di mira Pickaxe Mountain ha preso quota in seguito alle dichiarazioni del il primo ministro Netanyahu, il quale ha ordinato pubblicamente agli apparati di intelligence e militari di Israele di rovesciare il governo iraniano contando sul pieno supporto del presidente Trump.
Ma soprattutto, la prospettiva dell’attacco contro Pickaxe Mountain ha acquisito credibilità a fronte della situazione di stallo in cui sono precipitate le trattative tra Washington e Teheran, il cui governo ha riaffermato le proprie condizioni, tra cui la rimozione totale delle sanzioni e il mantenimento delle scorte di uranio all’interno del Paese.
Il generale Munir, Capo di Stato Maggiore delle forze armate pakistane recatosi a Teheran per sondare la disponibilità delle autorità iraniane ad ammorbidire le proprie posizioni, è ripartito alla volta di Islamabad dopo appena mezz’ora di colloquio con il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf. «Non abbiamo nulla di nuovo da dire. Gli Stati Uniti non possono guadagnare la fiducia dell’Iran se non accetteranno tutte le nostre condizioni», avrebbe affermato quest’ultimo.
SOSTEGNO

I MIEI LIBRI
https://amzn.to/3S77B0s
Guida gratuita
Oltre la Notizia
Come leggere il mondo che i media non ti raccontano. I 5 filtri pratici per non fermarti alla superficie.
Scarica gratis la guida









