Gli interessi sui Treasury statunitensi a dieci, venti e trent’anni stanno registrando una significativa discesa dai livelli record toccati nelle ultime settimane.
Cosa significano interessi in discesa per gli Usa?
Si tratta di una buona notizia per l’amministrazione Trump, dal momento che, nell’anno fiscale 2026, le spese per interessi sul debito federale sono aumentate su base annua di 144 miliardi di dollari (+12%), raggiungendo la cifra record di 1,36 trilioni di dollari.

Quello accumulato nell’anno fiscale in corso si configura come il sesto aumento annuale consecutivo dell’esborso per interessi sul debito, per una spesa aggiuntiva di 839 miliardi di dollari (+161%).
A titolo di raffronto, le entrate totali sono aumentate solo del 3,2% rispetto all’anno precedente, per un controvalore di 5,40 trilioni di dollari.
In altre parole, gli interessi sul debito federale assorbono il 25% delle entrate totali del governo statunitense, chiamate a sostenere anche un aumento dei costi legati alla previdenza sociale (86 miliardi di dollari su base annua, +55%) che ha raggiunto quota 1,67 trilioni di dollari.
Una parte considerevole dei flussi di capitale riversatisi sul mercato del debito federale, tuttavia, sembra arrivare dai listini azionari, come si evince dalla riduzione degli indici Standard & Poor’s 500 e Nasdaq.
La caduta risente soprattutto dell’andamento dei titoli bancari, rimasti in terreno negativo per 6 settimane consecutive: il periodo più lungo dalla crisi del 2008. Bank of America, State Street e Citigroup hanno realizzato le performance peggiori, con cali rispettivamente del 18, 14 e 10%.
Simultaneamente, nonostante le aperture di Trump nei confronti della Russia, i prezzi internazionali del petrolio rimangono a livelli elevati, scontando la pesante instabilità nel quadrante mediorientale.
La dinamica dei prezzi all’interno degli Stati Uniti ne risulta fortemente distorta. Sebbene l’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo (Cpi) ammonti al 3,7% per settembre (67° mese consecutivo in cui il livello supera l’obiettivo del 2% perseguito dalla Federal Reserve), l’impatto dei rincari è risultato pesantissimo in molte categorie fondamentali quali gasolio (74,2%), benzina (34,2%), biglietti aerei (22,4%), riparazioni auto (5,8%), servizi ospedalieri (5,6%), gas per uso domestico (5,0%), elettricità (4,4%), frutta e verdura (3,7%).
Dopo un quinquennio abbondante di inflazione persistente, l’1% più ricco delle famiglie statunitensi possiede ora un patrimonio pari a circa 14 volte quello del 50% più povero.
Alex Krainer

Analista finanziario, ricercatore, trader ed ex gestore di hedge fund. È fondatore di Krainer Analytics e creatore di I-System Trend Following.
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