Secondo il «Wall Street Journal», l’amministrazione Trump avrebbe ordinato il prolungamento del blocco dei porti iraniani. L’inquilino della Casa Bianca reputerebbe molto più rischioso il ritiro dal conflitto o la ripresa delle operazioni di combattimento contro l’Iran rispetto a una prosecuzione del blocco dei porti iraniani, che sta comunque manifestando falle di non poco conto e assorbendo risorse considerevolissime.

Parallelamente alla prosecuzione del blocco dei porti iraniani, il ministro degli Esteri iraniano Araghchi si è recato a Mosca per incontrare il presidente Putin, il quale ha affermato che «i russi vedono quanto coraggiosamente ed eroicamente il popolo iraniano stia lottando per la propria indipendenza e sovranità».
Il leader del Cremlino ha poi aggiunto che, «da parte nostra faremo tutto ciò che serve i vostri interessi e quelli di tutti i popoli della regione per garantire che la pace venga raggiunta il più rapidamente possibile».
Parallelamente, analisi indipendenti formulate da centri studio “al di sopra di ogni sospetto” come il Royal United Services Institute (Rusi) e il Center for Strategic and International Studies (Csis) convergono sulla stessa conclusione: la guerra sferrata contro l’Iran sta intaccando significativamente le scorte statunitensi di munizioni critiche.
Gianandrea Gaiani

Giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023).
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