Le forze armate russe hanno iniziato a colpire con sistematicità i ponti sul fiume Dnepr, nell’ambito di un’escalation focalizzata sulla rete logistica ed elettrica ucraina che ha registrato attacchi con droni e missili contro snodi ferroviari, treni, magazzini, data center, centrali energetiche, depositi di forniture mediche e acciaierie.

Perché i russi colpiscono i ponti sul Dnepr?
I funzionari del governo di Kiev sostengono che, attaccando i ponti, Mosca intenda devastare l’economia ucraina, così da privare il Paese della capacità di sostenere lo sforzo bellico e fiaccare la determinazione a resistere della popolazione.
Dal palco del Valdai Forum, intanto, il presidente Putin ha affermato che, nel mese di settembre, le forze armate russe hanno acquisito il controllo di circa 1.300 km2 di territorio ucraino, conseguendo risultati operativi molto importanti come l’accerchiamento di Kharkiv.
Le forze armate ucraine, invece, rivendicano successi di rilevo a Lyman, nell’ambito dell’Operazione Vivaldi.
Il presidente Zelensky, dal canto suo, ha chiesto al presidente Trump di imporre sanzioni alle aziende russe e cinesi che, sa suo avviso, sono coinvolte nello sviluppo di una rete satellitare Rassvet, alternativa a Starlink.
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