Il consiglio dei ministri tedesco ha approvato recentissimamente la bozza di bilancio per il 2027 che assegna al settore della difesa circa 110 miliardi di euro, con un aumento del 35% circa rispetto agli 82 miliardi stanziati per il 2026.

Si tratta dell’incremento più consistente tra tutte le voci di spesa, a cui vanno sommati circa 30 miliardi contabilizzati nel fondo speciale per la Bundeswehr e quasi 12 miliardi di assistenza all’Ucraina.
Nel complesso, qualora il Bundestag dovesse approvare la proposta, la Germania stanzierebbe a beneficio della difesa e della sicurezza risorse pari ad oltre 140 miliardi di euro.
Le spese per la difesa finanziate a debito
Per finanziare la spesa aggiuntiva, il governo di coalizione guidato dal cancelliere Friedrich Merz prevede un nuovo e consistente indebitamento. Il solo bilancio federale di base includerebbe quasi 120 miliardi di euro di nuovo debito il prossimo anno.
Per un Paese che ha elevato il massimo rigore in materia di finanza pubblica a imperativo categorico, un incremento delle spese per la difesa di simile portata da finanziare a debito configura una vera e propria cesura storica.
Il ministro delle Finanze, il socialdemocratico Lars Klingbeil, ha difeso con orgoglio il forte incremento delle spese per la difesa, spiegando, nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente «Ard», che «non ci si può difendere da Putin con il pareggio di bilancio».
Si prevede che le spese per la difesa continueranno a crescere rapidamente, raggiungendo i 183,7 miliardi di euro entro il 2030.
Il fronte russo-ucraino
Sul fronte ucraino, le autorità di Mosca hanno annunciato la conquista delle roccaforti di Kostyantynivka e Krasny Lyman, situate lungo la strada che conduce agli ultimi grandi capisaldi di Druzhkivka, Kramatorsk e Slovyansk di cui si compone la cosiddetta “Cintura delle Fortezze” nell’oblast’ di Donec’k.
Kiev, intanto, continua ad essere bersagliata da imponenti attacchi missilistici russi, sferrati dopo che il presidente Putin aveva respinto la proposta avanzata dal suo omologo ucraino Zelensky di limitare l’Operazione Militare Speciale alle sole regioni di nuova incorporazione, dichiarando che l’obiettivo della Russia non è preservare l’attuale regime di Kiev, ma distruggerlo.
Le dichiarazioni di Putin attestano un netto irrigidimento della postura russa, riscontrabile in uscite di analogo tenore formulate dai politologi Karaganov e Trenin, dall’ex colonnello dell’Svr Bezrukov, dal consigliere del Cremlino Ushakov e dal ministro degli Esteri Lavrov.
Marco Bertolini

Generale di corpo d’armata e saggista. È stato alla testa del Comando Operativo di Vertice Interforze e in precedenza del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali, della Brigata Paracadutisti Folgore e del 9° reggimento incursori Col Moschin. Ha ricoperto numerosi incarichi in molti teatri operativi tra i quali Libano, Somalia, Balcani e Afghanistan. È autore di numerosi volumi, tra cui Militarmente scorretto. Sovranità, libertà, dignità. Riflessioni di un soldato italiano (Eclettica Edizioni, 2020), Guerra e pace al tempo di Putin. Genesi del conflitto ucraino e nuovi equilibri internazionali (Cantagalli, 2022).
SOSTEGNO











