I procuratori tedeschi hanno formalmente incriminato il cittadino ucraino Serhii Kuznietsov per il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream-1 e Nord Stream-2 perpetrato nel settembre 2022. Kuznietsov, all’epoca ufficiale dell’esercito ucraino, è accusato di aver coordinato un team di sabotatori.
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe noleggiato lo yacht Andromeda (con documenti falsi) da Rostock, trasportato esplosivi militari nel Mar Baltico e posizionati gli ordigni accanto ai gasdotti nei pressi all’isola danese di Bornholm.
I procuratori sono convinti che l’ordine di sabotare i gasdotti Nord Stream-1 e Nord Stream-2 sia partito dalle massime autorità di Kiev, con l’obiettivo di interrompere in via permanente le forniture di gas russo così da privare Mosca dei proventi necessari a finanziare la guerra contro l’Ucraina.

Kuznietsov è stato arrestato in Italia nell’agosto 2025 ed estradato in Germania nel novembre 2025. Attualmente si trova in custodia a Amburgo.
Sullo sfondo, in occasione del vertice della Nato di Ankara, l’ambasciatore statunitense presso l’Alleanza Atlantica Matthew Whitaker ha tessuto le lodi di Germania, Polonia, Paesi scandinavi e baltici sia per aver già destinato – o essersi avvicinati a destinare – il 5% del Pil alla spesa militare e aver incrementato notevolmente gli ordinativi di sistemi d’arma statunitensi.
Altri alleati, ha aggiunto Whitaker, raggiungono a malapena la sufficienza per presentato “piani credibili” di riarmo a breve termine, mentre gran parte dei membri dell’Alleanza Atlantica non si sono rivelati all’altezza delle aspettative statunitensi.
Lo stesso presidente Trump ha ribadito il concetto attraverso un eloquente post sul suo profilo Truth.
Claudio Celani

Giornalista specializzato in questioni economiche e geopolitiche in forza da decenni presso lo Schiller Institute e l’«Executive Intelligence Review».
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