Le elezioni in Armenia hanno emesso un verdetto inequivocabile. A trionfare è stato il partito centrista Contratto Civile, che formerà il nuovo governo senza ricercare l’appoggio di altre forze politiche. Lo ha dichiarato il primo ministro Nikol Pashinyan, nel corso di una conferenza stampa tenutasi dopo l’annuncio dei primi risultati elettorali.

Sotto la guida di Pashinyan, Contratto Civile ha sfiorato il 50% dei voti, infliggendo una sonora sconfitta a tutte le altre compagini politiche la più rilevante delle quali (meno del 25% dei voti) si è rivelata l’alleanza Armenia Forte, guidata dal magnate russo-armeno Samvel Karapetyan.
Verso dove Pashinyan guiderà l’Armenia?
Sul piano dei rapporti con l’estero, Pashinyan ha confermato che l’Armenia proseguirà il riavvicinamento all’Unione Europea, mantenendo però la partecipazione e l’adesione all’Unione Economica Eurasiatica (Uee) e continuando a sviluppare i rapporti con la Russia e con gli altri Stati membri dell’organizzazione.
Aldo Ferrari

Saggista e professore ordinario presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove insegna Lingua e Letteratura Armena, Storia dell’Eurasia, Storia del Caucaso e dell’Asia Centrale. È autore di numerosi volumi, tra cui Storia degli armeni (Il Mulino, 2020), Storia della Crimea. Dall’antichità a oggi (Il Mulino, 2022), Russia. Storia di un impero eurasiatico (Mondadori, 2024), Storia del Caucaso. Una frontiera eurasiatica dall’antichità a oggi (Carocci, 2026).
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