Mentre droni ucraini colpivano un terminale petrolifero a San Pietroburgo, presso l’ex Leningrado prendeva avvio il Forum Economico Internazionale, una delle principali piattaforme economiche di tutta la Russia.

Al Forum di quest’anno, avente come tema centrale il “Dialogo pragmatico: il percorso verso un futuro stabile”, hanno partecipato rappresentanti di oltre 100 Paesi, giunti a San Pietroburgo per presenziare alle oltre 150 sessioni dedicate ad aree di discussione cruciali come commercio internazionale, energia, investimenti, cooperazione industriale, sviluppo tecnologico, corridoi di trasporto, accordi finanziari e cooperazione con l’Asia, il Medio Oriente, l’Africa e l’America Latina.
Questo insieme di argomenti dimostra già che il Forum non si configura come un semplice evento interno russo, ma di una piattaforma in cui si discutono le modalità attraverso cui verrà strutturato il commercio mondiale di fronte alle sanzioni, alla frammentazione dei mercati e alla crisi delle precedenti istituzioni della globalizzazione.
La stampa occidentale ha sottolineato la visita al Forum di alcuni rappresentanti del partito tedesco Alternative für Deutschland (Afd), tra cui il deputato europeo Petr Bystron.
Dietro il Forum: la Germania si spacca sul conflitto russo-ucraino
Durante una trasmissione andata in onda su uno dei più seguiti canali televisivi tedeschi, intanto, si è consumato un acceso confronto dialettico tra il generale Erich Vad, per molti anni consigliere strategico del governo di Berlino, e l’esperto di sicurezza della Cdu Roderich Kiesewetter, accusato da Vad di spingere la Germania verso la guerra contro la Russia.
Claudio Celani

Giornalista specializzato in questioni economiche e geopolitiche in forza da decenni presso lo Schiller Institute e l’«Executive Intelligence Review».
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