Domenica 27 settembre, gli elettori svizzeri saranno chiamati a esprimersi in merito a un referendum sulla neutralità, posto nei seguenti termini: «volete accettare l’iniziativa popolare “Salvaguardia della neutralità svizzera”?».

L’iniziativa, promossa da un comitato formato da Pro Svizzera e da alcuni esponenti dell’Unione Democratica di Centro, chiede di «adottare una prassi più restrittiva in materia di neutralità e di iscrivere nella Costituzione che la neutralità della Svizzera è permanente e armata».
In base al testo dell’iniziativa, «la Svizzera non deve aderire ad alleanze militari o difensive e non deve collaborare con queste, salvo in caso di aggressione militare diretta o di atti preparatori in vista di una simile aggressione».
Inoltre, «l’iniziativa prevede che la Svizzera non partecipi a scontri militari tra Stati terzi e non adotti sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, fatta eccezione per quelle delle Nazioni Unite e per i provvedimenti volti a impedire l’elusione di sanzioni».
Due interpretazioni di neutralità
Il Consiglio Federale e il Parlamento spingono per la bocciatura dell’iniziativa, in quanto «la prassi seguita in materia di neutralità dal 1848 ha dato buoni risultati. La Costituzione Federale garantisce oggi il margine di manovra necessario affinché, nel rispetto del diritto della neutralità, il Consiglio federale possa tutelare gli interessi della Svizzera anche di fronte al mutare delle circostanze. L’iniziativa limiterebbe questo margine di manovra».
Il comitato interpartitico composto da Liberali-Radicali, Centro, Verdi Liberali, Verdi e Partito Socialista è dello stesso avviso, e intende precisare che «l’iniziativa sulla neutralità limiterebbe il margine di manovra della Svizzera in politica estera e metterebbe a rischio la sicurezza del Paese».
I promotori del referendum sostengono invece che «la neutralità ha preservato la Svizzera dagli orrori della guerra, garantendole pace, sicurezza e benessere. L’iniziativa garantisce che la Svizzera salvaguardi durevolmente la propria neutralità, unica nel suo genere, armata e permanente, senza interpretarla in modo flessibile sotto pressioni esterne».
Jacques Baud

Saggista ed ex colonnello dell’intelligence svizzera specializzato in questioni russe ed europee, con impieghi presso la Nato e le Nazioni Unite. È autore di numerosi volumi, tra cui Ukraine between war and peace (Max Milo, 2023), The Russian art of War. How the West led Ukraine to defeat (Max Milo 2024, disponibile anche in italiano), Operation al-Aqsa Flood. The defeat of the vanquisher (Max Milo, 2024, disponibile anche in italiano), Covert wars in Ukraine (Max Milo, 2025, disponibile anche in italiano), Peace in Ukraine. Twelve years of incompatibility between East and West (Max Milo, 2026).
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