Il 17 settembre, il primo ministro Tusk ha affermato dinnanzi alla Camera Bassa del Parlamento polacco che, «di recente, l’Ucraina ha registrato 27.000 vittime (tra morti e feriti) al mese; si tratta, purtroppo, di cifre record nel senso più triste del termine per questa guerra. A questo ritmo, l’inverno in Ucraina potrebbe rivelarsi catastrofico».
Tusk ha imputato il netto incremento delle vittime alle «nuove capacità tecnologiche della Russia», a partire dai droni dotati di motore a reazione impiegati con sempre maggiore frequenza dalle forze armate russe.
Le vittime indicate da Tusk combaciano con quelle menzionate da Budanov
Non è chiaro se il dato numerico afferente alle vittime indicato dal premier polacco, basato per stessa ammissione di Tusk sulle confidenze rese dai vertici istituzionali ucraini, si riferisca al periodo estivo o a un lasso di tempo più lungo, ma risulta comunque perfettamente compatibile con il quadro tratteggiato soltanto poche settimane prima da Budanov, che in qualità di capo del gabinetto del presidente Zelensky ed ex direttore del Gur aveva quantificato in almeno 30.000 persone al mese l’ammontare minimo degli ucraini da mobilitare per reggere l’urto russo.
Nel gennaio di quest’anno, l’allora ministro della Difesa Fedorov aveva dichiarato alla Verkhovna Rada di aver ereditato oltre 200.000 casi di “abbandono arbitrario del reparto” (un reato distinto dalla diserzione perché presuppone l’intenzione di tornare a combattere da parte dell’inosservante) e più di due milioni di cittadini ricercati per renitenza alla leva.

Di qui l’idea, avanzata dall’ex inviato speciale dell’amministrazione Trump Keith Kellogg e appoggiata dall’ex ministro della Difesa ucraino Reznikov, di procedere alla mobilitazione della componente femminile della società ucraina.
Pochi giorni dopo le elezioni per la composizione della Duma di Stato, risoltesi in un rafforzamento del partito Russia Unita, il quotidiano «El Mundo» ha riferito che la Cia avrebbe trasmesso alle agenzie di intelligence europee un dossier in cui si afferma che la Russia starebbe pianificando attacchi con droni a danno di Italia, Spagna e Francia.
Nonostante sia stata smentita sial dal ministro della Difesa Crosetto che dal presidente Macron, la notizia continua a occupare le prime pagine di gran parte dei giornali europea.
Gianandrea Gaiani

Giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023).
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