Nel giro di pochi giorni, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’uscita dall’Opec e richiesto agli Stati Uniti l’apertura di una linea di swap valutario, apparentemente dettata dall’esigenza mitigare l’impatto del conflitto contro l’Iran.

Il senso profondo della richiesta di Abu Dhabi è tuttavia andato palesandosi per effetto delle rivelazioni del «Wall Street Journal», secondo cui le autorità emiratine avrebbero fatto presente alle controparti statunitensi che, in caso di mancato apertura di una linea di swap valutario, avrebbero ripiegato su valute alternative al dollaro, a partire dallo yuan-renminbi.
Il quotidiano finanziario statunitense ha parlato apertamente di «minaccia implicita per il dollaro, che regna sovrano tra le valute globali grazie soprattutto al suo utilizzo quasi esclusivo nelle transazioni petrolifere».
Francesco Cappello

Giornalista, saggista, insegnante, ricercatore indipendente e membro esecutivo del Comitato No Guerra No Nato. È autore di numerosi volumi, tra cui Ricchezza fittizia, povertà artificiosa. Paradigmi economici emergenti (Edizioni Ets, 2018).
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