Secondo quanto rivelato dal «Wall Street Journal» sulla base di fonti a conoscenza della questione, gli Emirati Arabi Uniti avrebbero richiesto all’amministrazione Trump l’apertura di linee di swap in dollari necessarie a tamponare le falle prodotte nei conti pubblici del Paese dalla guerra israelo-statunitense contro l’Iran.
La minaccia degli Emirati Arabi Uniti
In caso di mancato accoglimento della richiesta, le autorità di Abu Dhabi avrebbero minacciato di regolare le transazioni energetiche in yuan-renminbi.
Nell’arco di poche ore, rivela il «New York Times», il segretario al Tesoro Bessent ha espresso sostegno all’ipotesi di fornire supporto economico sotto forma di un swap valutario agli Emirati Arabi Uniti.

Nel corso di un’audizione al Senato, Bessent ha ammesso che gli Emirati Arabi Uniti, di concerto con diversi altri Paesi del Golfo Persico e dell’Asia, avevano chiesto informazioni sulla possibilità di ottenere linee di swap.
Muoversi in questa direzione, ha spiegato Bessent, impedirebbe lo “scaricamento” disordinato di asset statunitensi dovuto alla necessità impellente di incamerare valuta pregiata avvertita con sempre maggiore urgenza dai Paesi maggiormente dipendenti dagli approvvigionamenti che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz.
Giuseppe Masala

Economista, analista politico, gestore dell’omonimo canale Telegram e collaboratore della testata telematica «L’Antidiplomatico».
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