Mentre le forze russe espugnano Toretsk, la stampa anglosassone delinea un quadro generale del presunto piano di pace elaborato dall’amministrazione Trump sotto la supervisione del generale Keith Kellogg. Mosca, dal canto suo, conferma le indiscrezioni circa l’avvio di colloqui tra Trump e Putin. Gli europei, invece, hanno reclamato piuttosto pateticamente un posto al tavolo dei negoziati, che Trump sembra disposto a concedere anche perché, come ha spiegato il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il “vecchio continente” sarà chiamato a svolgere “un ruolo guida” rispetto alla questione. Alcuni indizi utili a comprendere il significato che a Washington si attribuisce a questa “regia” europea sono ricavabili dalle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Trump, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero impegnato per l’Ucraina tra i 300 e i 350 miliardi di dollari, a fronte dei circa 100 forniti dall’Europa. Uno squilibrio palese, che per il nuovo inquilino della Casa Bianca va assolutamente corretto per un verso tramite un maggiore coinvolgimento dell’Unione Europea, chiamata ad accrescere le spese militari e a intensificare il sostegno a Kiev. Per l’altro, attraverso l’assegnazione agli Stati Uniti – a mo’ di indennizzo – dei diritti di sfruttamento delle risorse naturali ucraine, per un controvalore di 500 miliardi di dollari. L’argomento era già stato sollevato mesi addietro dal senatore repubblicano Lindsey Graham, il quale aveva dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata alla «Cbs» che «in Ucraina si trovano dai 10 ai 12 trilioni di dollari di minerali critici. Potrebbe essere il Paese più ricco d’Europa. Non voglio che quei beni finiscano nelle mani di Putin, che li condividerebbe con la Cina». Il problema è che gran parte delle risorse naturali ucraine, fatta eccezione per gli idrocarburi non convenzionali che si trovano anche nelle zone centrali e occidentali del Paese, sono concentrate proprio nelle aree controllate dai russi. Ad ogni modo, il segretario al Tesoro Scott Bessent è partito alla volta di Kiev per sottoporre a Zelensky le richieste di Trump, mentre l’ambasciatrice statunitense si recava presso il Ministero degli Esteri di Mosca e un aereo privato con a bordo Steve Witkoff, consigliere speciale di Trump, atterrava presso la capitale russa. Parallelamente, le autorità russe hanno disposto la scarcerazione di Marc Fogel, cittadino statunitense detenuto dall’agosto 2021 con accuse di traffico di marijuana, suscitando il plauso dell’amministrazione Trump che ha parlato di «gesto di buona volontà». Parliamo di tutto questo assieme a Marco Bertolini, generale di corpo d’armata, presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia e saggista.
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