Recentemente, l’ex analista della Cia Larry Johnson ha rivelato, nel corso del seguitissimo programma Judging Freedom condotto dall’ex giudice statunitense Andrew Napolitano, che il presidente Trump avrebbe optato per l’impiego dell’arma nucleare contro l’Iran.

Secondo Larry Johnson, l’inquilino della Casa Bianca, in preda alla frustrazione per l’incapacità di trovare una via d’uscita dal ginepraio in cui si era cacciato, avrebbe richiesto ai suoi collaboratori l’accesso ai codici nucleari statunitensi nel corso di una riunione d’emergenza tenutasi il 18 aprile.
A comunicargli il rifiuto sarebbe stato il generale Dan Caine, Capo degli Stati Maggiori Riuniti nominato da Trump stesso lo scorso febbraio in sostituzione del generale Charles Q. Brown nonostante non avesse mai ottenuto le quattro stelle – conferitegli appositamente per l’occasione.
La ricostruzione di Larry Johnson è stata smentita dalla Casa Bianca e risulta teoricamente incompatibile con il funzionamento del sistema di comando nucleare statunitense.
Secondo i protocolli vigenti, il Capo degli Stati Maggiori congiunti svolge un ruolo consultivo e non dispone dell’autorità per bloccare o eseguire un ordine di lancio. Sebbene esistano meccanismi di garanzia come, il sistema è progettato per rendere esecutivo qualsiasi ordine legittimo del comandante in capo.
Roberto Vivaldelli

Giornalista e saggista. È autore di numerosi volumi, tra cui Fake news. Manipolazione e propaganda mediatica, dalla guerra in Siria al Russiagate (La Vela, 2017), Big tech. Sfida alla democrazia (Giubilei Regnani, 2023), Disordine Internazionale: dalla Guerra Fredda a Donald Trump. La crisi dell’egemonia liberale, dalla War on Terror all’Ucraina (Eiffel Edizioni, 2025).
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