Nel quarto dei 38 punti di cui si compone il documento finale diramato a margine del recente vertice della Nato di Washington si afferma testualmente che «le ambizioni dichiarate e le politiche coercitive della Repubblica Popolare Cinese costituiscono una perdurante sfida ai nostri interessi, alla nostra sicurezza e ai nostri valori. L’approfondimento della partnership strategica tra Russia e Repubblica Popolare Cinese e i loro tentativi reciprocamente rafforzanti intesi a indebolire e rimodellare l’ordine internazionale basato sulle regole sono motivo di profonda preoccupazione». Al punto 26, si legge che «la Repubblica Popolare Cinese è diventata un facilitatore decisivo della guerra della Russia contro l’Ucraina attraverso la sua cosiddetta “partnership senza limiti” e il suo sostegno su larga scala alla base industriale della difesa russa. Ciò incrementa la minaccia che la Russia pone ai suoi vicini e alla sicurezza euro-atlantica. Invitiamo la Repubblica Popolare Cinese, in qualità di membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a cessare ogni sostegno materiale e politico allo sforzo bellico della Russia. Ciò include il trasferimento di materiali a duplice uso, come componenti di armi, equipaggiamento e materie prime che servono come input per il settore della difesa della Russia. La Repubblica Popolare Cinese non può consentire la prosecuzione della più grande guerra in Europa nella storia recente senza che ciò abbia un impatto negativo sui suoi interessi e sulla sua reputazione». Al punto successivo, si sostiene che «la Repubblica Popolare Cinese continua a porre sfide sistemiche alla sicurezza euro-atlantica. Abbiamo assistito a continue attività informatiche e ibride dannose, tra cui la disinformazione, derivanti dalla Cina. Invitiamo la Repubblica Popolare Cinese a mantenere il suo impegno ad agire in modo responsabile nel cyberspazio. Siamo preoccupati per gli sviluppi nelle capacità e nelle attività spaziali della Repubblica Popolare Cinese. Invitiamo la RPC a sostenere gli sforzi internazionali per promuovere un comportamento spaziale responsabile. La RPC continua ad espandere e diversificare rapidamente il suo arsenale nucleare con più testate e un numero maggiore di sofisticati sistemi di lancio. Esortiamo la RPC a impegnarsi in discussioni strategiche sulla riduzione del rischio e a promuovere la stabilità attraverso la trasparenza. Restiamo aperti a un impegno costruttivo con la RPC, anche per costruire una trasparenza reciproca al fine di salvaguardare gli interessi di sicurezza dell’Alleanza. Allo stesso tempo, stiamo rafforzando la nostra consapevolezza condivisa, rafforzando la nostra resilienza e preparazione e proteggendoci dalle tattiche coercitive della RPC e dagli sforzi per dividere l’Alleanza». Di conseguenza, recita il punto 30, «ci incontreremo con i leader di Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud, oltre che con l’Unione Europea, per analizzare le sfide comuni alla sicurezza ed espandere le aree di cooperazione. L’Indo-Pacifico è importante per la Nato, dal momento che gli sviluppi che si verificano in quella regione influenzano direttamente la sicurezza euro-atlantica. Accogliamo con favore i continui contributi dei nostri partner dell’Asia-Pacifico alla sicurezza euro-atlantica». La Nato adotta dunque una postura dichiaratamente aggressiva e intimidatoria nei confronti della Repubblica Popolare Cinese, con conseguenze che cerchiamo di individuare assieme a Davide Martinotti, gestore del canale «Dazibao» e studioso di questioni strategiche che vive da anni in Cina.
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