A partire dall’1 marzo, la Military Religious Freedom Foundation (Mrff), l’organismo che dal 2005 si occupa di evitare qualsiasi deriva fondamentalista nelle forze armate Usa, ha ricevuto circa 200 segnalazioni presentate da elementi delle forze armate che denunciavano il ricorso sistematico all’escatologia apocalittica di stampo cristiano da parte di diversi ufficiali al fine di “motivare” le truppe durante la guerra all’Iran.
La segnalazione più dettagliata, condivisa dalla Mrff con il «Guardian» e in seguito ripresa da diversi giornali statunitensi, proviene da un sottufficiale che scriveva a nome proprio e di altri 15 militari – tra cui 11 cristiani, 1 musulmano, 1 ebreo.

L’ufficiale menzionato nella denuncia avrebbe aperto il briefing sulla preparazione al combattimento con un invito a non temere le operazioni in corso in Iran, per poi citare «numerosi passi dal Libro della Rivelazione» sull’Armageddon e sul ritorno imminente di Gesù Cristo. Avrebbe infine pronunciato una frase in grado di far piombare molti dei presenti “in stato di shock”: «il presidente Trump è stato unto da Gesù per accendere il segnale di fuoco in Iran, scatenare l’Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra».
Il Mrff: la deriva fondamentalista sta peggiorando
Mikey Weinstein, presidente del Mrff, ha segnalato una «crescita dell’estremismo cristiano all’interno dell’esercito, che identifica nella guerra la soluzione sancita biblicamente».
La Mrff è nata nel 2005 perché, in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001, nelle accademie militari e nei vari corpi delle forze armate statunitensi si andava registrando una vera e propria proliferazione dei casi di proselitismo, preghiere obbligatorie e utilizzo di retorica a sfondo religioso nelle catene di comando. Il caso più noto fu quello dell’Accademia dell’Air Force a Colorado Springs, dove cadetti non cristiani denunciarono pressioni sistematiche alla conversione.
Allo stato attuale, sostiene Weinstein, si assiste a un netto peggioramento della situazione in conseguenza del robusto sostegno politico – fino ai livelli più elevati – accordato a questa deriva fondamentalista. Un processo di radicalizzazione emblemizzato da episodi sconcertanti come quello immortalato da un video risalente lo scorso 5 marzo, in cui si vede Trump seduto alla propria scrivania all’interno dello Studio Ovale e circondato da un gruppo di pastori evangelici che pregano posando le mani sulle sue spalle e sulle sue braccia.
Soltanto poche settimane prima, Carrie Prejean Boller era stata rimossa dalla Commissione per la Libertà Religiosa della Casa Bianca dal presidente Dan Patrick (vicegovernatore del Texas) a causa delle sue critiche rivolte contro il sempre più vistoso allineamento del governo statunitense agli interessi israeliani.
In compenso, figure come il pastore Paula White consigliere spirituale di Trump e protagonista di uno sconvolgente “preghiera” in cui, animata da sacro furore, evocava la distruzione dei nemici degli Stati Uniti, restano saldamente al loro posto.
In concomitanza con il licenziamento della Boller, l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, pastore battista, aveva dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata a Tucker Carlson che a suo avviso si trattava di «una buona idea» la conquista israeliana dei territori che si estendono dal Nilo all’Eufrate.
Esternazioni di significato sostanzialmente analogo sono state formulate nel 2020 dall’attuale segretario alla Guerra Pete Hegseth, nel suo American Crusade. Our fight to stay free.
Nel 2018, durante una conferenza organizzata dall’organizzazione israeliana Arutz Sheva a Gerusalemme, presso il King David Hotel, Hegseth dichiarò che «il 1917 (data della Dichiarazione Balfour, nda] è stato un miracolo, il 1948 [data della nascita di Israele, nda] è stato un miracolo, il 1967 [data della conquista israeliana di Gerusalemme, al culmine della Guerra dei Si Giorni, nda] è stato un miracolo, il 2017, con il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti, è stato un miracolo. E non c’è motivo per cui il miracolo del ripristino del Tempio di Salomone sul Monte del Tempio non sia possibile».
Il primo ministro Netanyahu, perfettamente consapevole di questa deriva fondamentalista che interessa gli Stati Uniti, ha dichiarato pubblicamente che, «con questa guerra all’Iran, assisteremo al ritorno del Messia».
Roberto Buffagni

Scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «Italia e il Mondo». Ha curato il volume La supercazzola. Istruzioni per l’Ugo (Mondadori, 2006) e tradotto il saggio di Peter Bogdanovich Chi diavolo ha fatto quel film? Conversazioni con registi leggendari (La Nave di Teseo, 2024).
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