Su «Haaretz», Carolina Landsmann ha scritto senza mezzi termini che ha «Netanyahu uscirà di scena, ma lo Stato morirà con lui». A suo avviso, l’attuale premier israeliano si ritirerà prima o poi dalla politica, ma i danni che ha già inflitto al Paese sono così ingenti da pregiudicarne la sopravvivenza.

Secondo quanto affermato dalla Landsman nel pezzo per «Haaretz», non c’è modo di porre rimedio allo sgretolamento delle fondamenta su cui è stato costruito il Paese, con fratture sociali che si allargano, l’isolamento internazionale che si accentua, le istituzioni che perdono costantemente credibilità e autorevolezza e l’esercito che sprofonda in un degrado materiale e morale senza precedenti.
Sul tema sollevato da «Haaretz» si è soffermato anche l’esperto di questioni militari Alon Ben-David , il quale ha parlato del «degrado morale e disciplinare che pervade l’Israeli Defense Force».
Secondo Ben-David, quanto affermato dalla Landsmann su «Haaretz» è vero, poiché il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir «dovrà riportare le Forze di Difesa Israeliane ai fondamenti dell’ordine, dei valori e della disciplina in una società che si sta allontanando da tutte le sue norme […]. La barbarie che vediamo nelle strade di Israele e tra i suoi rappresentanti eletti si sta insinuando nell’esercito, minacciando di minarne le fondamenta e di trasformarlo in una milizia selvaggia priva di disciplina e valori […]. I crimini commessi in Cisgiordania quasi quotidianamente […]marchiano tutti noi israeliani come criminali di guerra».
Alberto Bradanini

Ex ambasciatore d’Italia a Teheran e Pechino, saggista e presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea. È autore di numerosi volumi, tra cui Cina. L’irresistibile ascesa (Sandro Teti, 2022), e Cina. Dall’umanesimo di Nenni alle sfide di un mondo multipolare (Anteo Edizioni, 2023).
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