Nell’arco di pochi giorni, il presidente in carica degli Stati Uniti Joe Biden si è ritirato dalla corsa alla rielezione annunciando la cosa tramite un post su Twitter/X; un giovane studente ha attentato alla vita di Donald Trump, nell’ambito di un’azione che ha palesato falle sconcertanti nell’apparato chiamato a garantire la sicurezza del candidato repubblicano alla presidenza; i 32 Paesi membri della Nato hanno chiuso il vertice di Washington con un documento finale in cui si riafferma il sostegno incrollabile all’Ucraina, si proclama l’irreversibilità del processo di adesione di quest’ultima all’Alleanza Atlantica e si intima alla Cina di apportare mutamenti sostanziali alla propria politica estera. Il tutto mentre per le forze di Kiev la situazione sul campo di battaglia continua a deteriorarsi, e Trump, il candidato dotato delle chance migliori, tratteggia scenari non esattamente compatibili con quelli auspicati dal presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj. Nel frattempo, Kimberly Cheatle, direttore dei servizi segreti chiamata a testimoniare al Congresso in merito alle lacune colossali emerse in occasione dell’attentato a Trump, ha omesso di spiegare se Crooks avesse agito da solo, e quanti bossoli sono stati raccolti vicino al cadavere del giovane attentatore. Per Simplicius the Thinker, acutissimo osservatore dell’attualità, «gli eventi in corso hanno reso manifesto il funzionamento interno dello “Stato profondo”, dandoci un’idea approfondita circa la reale consistenza della “democrazia” in America». Parliamo di tutto questo assieme a Roberto Buffagni, studioso di questioni strategiche e militari, scrittore e collaboratore del sito «Italia e il Mondo».
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