Nei primi giorni di marzo, a brevissima distanza dall’aggressione israelo-statunitense contro l’Iran, il presidente Trump pubblicò sul suo profilo Truth un post in cui presentava l’iniziativa militare appena scatenata come «un dono per la Cina».

Evidentemente, l’inquilino della Casa Bianca contava, confortato dal recentissimo precedente venezuelano, su una rapida capitolazione dell’Iran, preparatorio al riciclo della Repubblica Islamica debitamente “normalizzata” in una sorta di moneta di scambio da gettare sul tavolo delle trattative durante il viaggio che lo stesso Trump avrebbe compiuto di lì a brevissimo verso la Cina.
Quale è il bilancio per la Cina e per gli Usa?
A diversi mesi di distanza dalla pubblicazione di quel messaggio sibillino da parte del magnate newyorkese, è possibile trarre un bilancio della situazione.
Maurizio Hu

Startupper e imprenditore italo-cinese.
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