Al culmine di una serie di contrattacchi lanciati senza esito nell’area meridionale del settore di Kupyansk, le forze armate ucraine hanno riconquistato parte dei quartieri settentrionali della città. Lo ha annunciato il Capo di Stato Maggiore delle forze armate ucraine Oleksandr Syrskyi.
Secondo il presidente Zelensky, recatosi di persona sul posto per incontrare il comando del Gruppo Tattico Kupyansk e farsi immortalare dalle telecamere, la manovra avrebbe intrappolato circa 200 soldati russi.
Le immagini diffuse da Kiev, di cui i russi contestano l’autenticità, risultano pienamente funzionali alla strategia comunicativa di Zelensky, perché gli consentono di rivendicare un successo di rilievo che rallenta oggettivamente le operazioni russe nell’oblast’ di Kharkiv. Nonché di mettere in imbarazzo il Cremlino, che solo pochi giorni prima aveva proclamato l’imminente conquista di Kupyansk-Vozlovyi, centro abitato la cui caduta che avrebbe determinato il completo accerchiamento delle truppe ucraine a sud-est di Kupyansk.
Nei settori di Donec’k e Zaporižžja, invece, le forze armate russe continuano ad avanzare soprattutto nelle aree attorno a Sivers’k e Kostantynivka, portando parallelamente avanti operazioni di rastrellamento a Myrnohrad, dove sono rimasti intrappolati centinaia di soldati ucraini.
Syrskyi fa il punto della situazione
Syrskyi ha confermato che «la situazione operativa rimane difficile. Il nemico sta conducendo azioni offensive praticamente lungo l’intera linea di contatto».
Nell’ultimo periodo, «si arriva a registrare fino a 300 scontri su base quotidiana, il numero più alto dall’inizio della guerra. Tuttavia, l’esercito ucraino sta frenando la pressione, ostacolando i piani del Cremlino e continuando ad applicare efficacemente una tattica di difesa attiva».

Secondo Syrskyi, la dimensione del raggruppamento russo si attesta da tempo intorno ai 710.000 effettivi. Nonostante gli sforzi di reclutamento attivi in Russia, «il nemico non è riuscito ad aumentare questo numero, poiché le forze ucraine infliggono quotidianamente circa 1.000 perdite, tra morti e feriti».
Il generale Syrskyi ha quindi osservato che, «a novembre, a costo di ingenti perdite, le forze russe sono riuscite a prendere il controllo di parte del territorio ucraino. Tuttavia, le affermazioni della propaganda russa sulla velocità della loro avanzata non riflettono la realtà».
Inoltre, ha evidenziato Syrskyi, «in alcune aree chiave stiamo conducendo le nostre operazioni attive e liberando gli insediamenti dal nemico.
Syrskyi ha quindi aggiunto che lo Stato Maggiore ucraino sta affrontato questioni relative alle fortificazioni e alle opere di ingegneria, al ripristino della capacità di combattimento delle brigate e all’analisi dello stato di ordine pubblico, nonché delle condizioni morali e psicologiche delle truppe. «Ci sono questioni problematiche. Sono state proposte soluzioni», ha osservato l’alto ufficiale.
Syrskyi ha poi affermato di aver assegnato compiti specifici agli organi di comando militare, tra cui la stabilizzazione della situazione nelle aree minacciate, l’invio di rinforzi per le unità di combattimento, la transizione di alcune brigate di difesa territoriale verso strutture dotate di una componente di droni potenziata e il completamento della formazione del comando delle forze cibernetiche dell’esercito ucraino entro la fine dell’anno.
Syrsky ha aggiunto che le forze ucraine “contengono la pressione” e portano avanti una strategia di “difesa attiva” affermando che a Pokrovsk-Myrnohrad gli ucraini avrebbero riconquistato circa 16 nel nord della città di Pokrovsk nelle ultime settimane. Un dato, quello enunciato da Syrskyi, che non trova conferme: anzi, anche le mappe del filo-ucraino Isw evidenziano la progressiva riduzione delle porzioni di queste due aree urbane ancora presidiate dalle forze di Kiev.
Secondo «Analisi Difesa», «come è già accaduto in più occasioni, a supporto della narrazione di Syrskyi e di Kiev è apparso ieri report attribuito “all’intelligence britannica” in cui si mette in dubbio che Pokrovsk e Sivers’k siano cadute in mano ai russi e si stimano le perdite russe nel solo 2025 in circa 395.000 morti e feriti».
La tecnica narrativa adottata da Syrskyi «è quella a cui ci hanno ormai abituato in quasi 34 anni di guerra le Operazioni Psicologiche (Psy-Ops) britanniche, infarcita di condizionali e “probabilmente”».
Per quanto riguarda Sivers’k, «l’intelligence britannico definisce “probabilmente inesatta” l’affermazione russa secondo cui la città sarebbe completamente occupata. Secondo Londra, reparti di fanteria russi sarebbero presenti nel centro urbano, anche grazie alla copertura offerta dalla nebbia, mentre le forze ucraine continuerebbero a combattere nella parte occidentale della città».
Anche Pokrovsk «viene ritenuta “quasi certamente” ancora contesa anche se lo stesso report britannico ammette che la presenza di truppe ucraine nel centro urbano è ormai localizzata in poche aree e con forze che mantengono una “capacità limitata di condurre incursioni su piccola scala nel settore settentrionale della città, ostacolando il pieno controllo russo e rallentando il consolidamento delle posizioni”».
Inoltre, «il contrattacco ucraino a Kupyansk e il complesso della narrazione sull’andamento della guerra da parte di Kiev e di Londra, alleato di ferro dell’Ucraina, coincidono in termini temporali con la risposta fornita da Zelensky al piano di pace proposto da Donald Trump. Una risposta in cui Kiev rifiuta ogni cessione territoriale e di accettare lo status di nazione neutrale con la rinuncia all’adesione alla Nato».
Il presidente Trump, dal canto suo, ha dichiarato che «siamo più vicini alla pace di quanto non lo siamo mai stati prima», e aggiunto che l’Ucraina «ha già perso il territorio. Il territorio è perduto. Ma per quanto riguarda la garanzia di sicurezza, stiamo lavorando con l’Europa. Non vogliamo che ricominci una guerra».
Il «Guardian», tuttavia, ha osservato che «sebbene le discussioni siano state descritte come costruttive in particolare riguardo alle future garanzie di sicurezza mediate dagli Stati Uniti per l’Ucraina, sembra che le due parti siano piuttosto lontane da un accordo di pace globale, con differenze significative che restano sullo status futuro del territorio ucraino occupato, così come su questioni chiave come le future operazioni della centrale nucleare di Zaporižžja».
Zelensky, riporta «Bloomberg», ha invece dichiarato di «avere un accordo con gli Stati Uniti per rendere legalmente vincolanti le garanzie di sicurezza tramite un voto al Congresso, come parte di un accordo per porre fine alla guerra russa».
Gianandrea Gaiani

Giornalista, saggista e direttore della rivista «Analisi Difesa». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023).
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