Lo scorso 15 maggio, le piazze di Tripoli si sono riempite di contestatori del governo guidato da Dadaiba, che ha reagito con il pugno di ferro senza tuttavia riuscire a ripristinare il controllo della situazione. Turchia ed Egitto, principali sostenitori del governo di Tripoli, hanno invocato le dimissioni di Dadaiba, portando acqua al mulino del generale Haftar, il quale affila le armi in vista di un regolamento dei conti da cui trarrà con ogni probabilità ad beneficio Seif Gheddafi, una delle poche figure del panorama libico dotato di prestigio e autorevolezza riconosciuti a livello popolare. Il deterioramento della posizione di Dadaiba si inscrive in un contesto mediterraneo in piena evoluzione, che registra la legittimazione più o meno generalizzata della Siria di al-Joulani e un certo smarcamento degli Stati Uniti da Israele.
Michelangelo Severgnini

Scrittore, documentarista e gestore del canale Telegram «L’Urlo di Michelangelo Severgnini». È autore del volume L’Urlo. Schiavi in cambio di petrolio (L’Antidiplomatico, 2022) e dell’omonimo documentario.
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