Mentre colpisce sistematicamente la Siria, complicando notevolmente la realizzazione del complesso disegno mediorientale che il presidente Trump ha affidato al plenipotenziario Tom Barrack, Israele non distoglie affatto lo sguardo dall’Iran. Lo si evince dalle dichiarazioni formulate dal ministro della Difesa Israel Katz, secondo cui esiste la concreta possibilità che Israele prenda nuovamente di mira la Repubblica Islamica. Sul fronte interno, il governo guidato da Benjamin Netanyahu vacilla sempre più vistosamente, sottoposto a forti pressioni legate alla proposta di legge che mira a estendere l’obbligatorietà del servizio militare agli haredim di cui si avverte sempre più la necessità per sostenere la molteplicità di fronti aperti: Siria, Libano, Iran, Yemen, Striscia di Gaza e Cisgiordania. Parallelamente, il presidente francese Macron e il primo ministro britannico Starmer propongono di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina.
Roberto Iannuzzi

Arabista, saggista, analista geopolitico e gestore del sito «Intelligence for the People». È autore dei volumi Geopolitica del collasso. Iran, Siria e Medio Oriente nel contesto della crisi globale (Castelvecchi, 2014), Se Washington perde il controllo. Crisi dell’unipolarismo americano in Medio Oriente e nel mondo (Castelvecchi, 2017), e Il 7 ottobre tra verità e propaganda. L’attacco di Hamas e i punti oscuri della narrazione israeliana (Fazi, 2024).
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