L’emittente nazionale iraniana ha presentato una lista di condizioni che Teheran avrebbe sottoposto all’amministrazione Trump per il raggiungimento di un accordo.
Le condizioni contemplano un cessate il fuoco permanente; il ritiro degli Stati Uniti dalla regione; la cessazione delle ingerenze statunitensi negli affari interni iraniani; la completa revoca delle sanzioni; lo scongelamento dei fondi immobilizzati; il versamento di un indennizzo pari a 300 miliardi di dollari necessario alla ricostruzione; la gestione iraniana del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.

Condizioni massimaliste, quelle poste da Teheran, tipiche di chi è convinto di avere il coltello dalla parte del manico.
Intanto, non appena il presidente Trump ha annunciato progressi sostanziali nei negoziati con le controparti iraniane, e avanzato addirittura la strampalata idea che l’Iran aderisca in futuro agli Accordi di Abramo, Israele ha intensificato le operazioni miliari sia in buona parte del Libano che nella Striscia di Gaza.
Poche ore dopo, sono ripresi scontri a fuoco tra forze statunitensi e iraniane, che combinandosi con l’attivismo israeliano rischiano concretamente di scardinare il pericolante percorso diplomatico organizzato dal Pakistan.
Elena Basile

Saggista, scrittrice, collaboratrice del «Fatto Quotidiano» e diplomatica con trascorsi come ambasciatrice in Belgio e Svezia. È autrice di numerosi volumi, tra cui L’Occidente e il nemico permanente (PaperFirst, 2024), Frammenti di Bruxelles (Sandro Teti Editore, 2024), Il mondo a piacimento (Giannini Editore, 2025), Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace (PaperFirst, 2025).
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