Nelle scorse ore, nell’ambito dell’Operazione Absolute Resolve, le forze armate statunitensi hanno sferrato un attacco contro il Venezuela, prendendo di mira aeroporti, porti, infrastrutture militari e perfino la residenza del ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez.
Nell’arco di poco tempo, gli Stati Uniti hanno imposto una no-fly zone sul Paese, trasportato truppe di terra a bordo di elicotteri Apache e Chinook e catturato il presidente Maduro assieme a sua moglie, trasferendoli entrambi negli Stati Uniti.
Come si giustifica l’attacco contro il Venezuela?
La procuratrice generale Pam Bondi ha chiarito che «Nicolas Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati incriminati nel Distretto Meridionale di New York».
Maduro «è stato accusato di associazione a delinquere finalizzata al narcoterrorismo, associazione a delinquere finalizzata all’importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi e associazione a delinquere finalizzata al possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi contro gli Stati Uniti».
Sia Maduro che sua moglie «affronteranno ben presto la furia della giustizia americana sul suolo americano, nei tribunali americani».
Fin dallo scorso luglio, il Dipartimento del Tesoro aveva designato il Cartel de los Soles come entità Terrorista Globale Specialmente Designata e annunciato contestualmente 50 milioni di dollari di ricompensa per chiunque avesse fornito informazioni utili all’arresto e/o alla condanna del presidente Maduro, identificato come il leader del Cartel de los Soles.
Secondo «Cbs News», l’attacco contro il Venezuela sarebbe dovuto scattare il giorno di Natale, ma posticipato per lasciare spazio ai raid aerei in Nigeria.
Circa 10 ore prima dell’attacco contro il Venezuela, il presidente Maduro aveva ricevuto a Caracas Qiu Xiaoqi, inviato speciale del presidente cinese Xi Jinping, per esaminare la cooperazione bilaterale.

In conferenza stampa, il presidente Trump ha spiegato che l’azione militare contro il Venezuela rappresenta un avvertimento per chiunque intenda minacciare la sovranità degli Stati Uniti, i quali si impegneranno a garantire che il loro dominio nell’emisfero occidentale non venga mai più messo in discussione, coerentemente con il Corollario Trump alla Dottrina Monroe incorporato nella recente National Security Strategy.
L’inquilino della Casa Bianca ha inoltre spiegato che «questa operazione di grande successo dovrebbe servire da monito a chiunque voglia minacciare la sovranità americana o mettere in pericolo vite americane».
È molto importante che «l’embargo su tutto il petrolio venezuelano rimanga in pieno vigore. Le forze armate americane rimangono in posizione e gli Stati Uniti mantengono tutte le opzioni militari finché le richieste degli Stati Uniti non saranno state pienamente soddisfatte».
Secondo Trump, gli Stati Uniti «governeranno il Paese finché non saranno nelle condizioni di realizzare una transizione sicura, adeguata e giusta. Non possiamo correre il rischio che qualcun altro prenda il potere in Venezuela senza avere a cuore gli interessi dei venezuelani».
Un punto risulta cruciale: «tutte le figure politiche e militari che governano il Venezuela dovrebbero capire che quello che è successo a Maduro può succedere anche a loro, e succederà anche a loro se non saranno giuste e corrette anche con il loro popolo».
Trump ha quindi minacciato apertamente sia Cuba che la Colombia, affermando che «se vivessi a L’Havana e fossi al governo, sarei preoccupato», e che il presidente colombiano Gustavo Petro dovrebbe «guardarsi il culo».
Trump ha infine specificato che non ci sono state vittime militari statunitensi a seguito dell’operazione contro il Venezuela, che ha invece riportato una quarantina di caduti, secondo il «New York Times».
A Caracas, intanto, la Corte Suprema ha nominato la vicepresidente Delcy Rodriguez come presidente ad interim.
Daniele Dell’Orco

Giornalista e saggista specializzato in questioni geopolitiche. È autore di numerosi volumi, tra cui Confini. Come cambia la sovranità (Historica Edizioni, 2019), Armenia cristiana e fiera (Idrovolante Edizioni, 2020), Non chiamateli kamikaze. Dai cavalieri del vento divino ai tagliagole dell’Isis (Giubilei Regnani, 2021), Città divise. In viaggio dove i muri sono ancora realtà (Idrovolante Edizioni, 2022), L’esercito di Mishima. Storia segreta della Tate no kai (Idrovolante Edizioni, 2025).
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