Alla fine di luglio, il presidente Zelensky ha dichiarato che le forze armate ucraine avevano sferrato attacchi contro «obiettivi in diverse regioni della Russia che alimentano questa guerra», tra cui navi per il trasporto di materiale militare legato all’Iran nel Mar Caspio.
L’Iran, dal canto suo, ha accusato l’Ucraina di aver preso di mira una delle sue navi mercantili nel Mar Caspio (uccidendo un marinaio e ferendone un altro), e affermato per tramite del ministro degli Esteri Araghchi che l’episodio, identificato come «una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite, compiuta su istigazione di Israele per trascinare l’Europa nella sua guerra», «non può rimanere impunito».

Dopodiché, il ministro degli Esteri ucraino Sybiha ha contattato telefonicamente Araghchi per sottolineare che «il nostro obiettivo è evitare un’escalation non necessaria».
Le forze armate iraniane erano pronte alla rappresaglia
Una evidente marcia indietro, innestata, stando a quanto riferito da alti rappresentanti di Teheran, proprio mentre le forze armate iraniane si apprestavano a colpire come ritorsione tre siti critici in Ucraina.
Tra cui un importante snodo sul Mar Nero, in una fase in cui i porti ucraini subiscono un blocco de facto ad opera delle forze armate russe, nell’ambito di un’escalation che Mosca sta dispiegando anche sotto forma di intensificazione degli attacchi aerei.
Sullo sfondo, un’inchiesta realizzata da Fausto Biloslavo per «Il Giornale» ha sollevato il velo sul coinvolgimento di un contingente delle forze armate italiane nel conflitto che imperversa nel Golfo Persico. Nello specifico, un dispositivo dell’aeronautica militare italiana è stato schierato a partire dalla seconda metà di marzo a supporto degli eserciti di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein.
Alle rivelazioni del quotidiano hanno fatto seguito le ammissioni del Ministero della Difesa, il quale ha arricchito il quadro dipinto da Biloslavo precisando che «in esito alla fornitura del medesimo supporto anche ad altri Paesi del quadrante medio-orientale – Emirati Arabi Uniti e Bahrein – dove sono stati rispettivamente schierati un Task Group su sistema d’arma Skynex e una Task Unit su Radar Kronos Grand Mobile High Power, è stata costituita la Task Force Land – Cerbero. La Task Force Land – Cerbero concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo contro le minacce potenziali da parte dei Paesi ostili, nonché alla protezione delle forze e degli interessi strategici nazionali presenti nell’area».
Gianandrea Gaiani

Giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023).
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