L’audizione del 29 luglio 2026, convocata dalla commissione per la Homeland Security preposta all’individuazione delle origini del virus Covid-19, ha avuto come protagonista indiscusso l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases Anthony Fauci, il quale ha accettato di presentarsi soltanto dietro mandato di comparizione.

Incalzato soprattutto da Rand Paul, senatore repubblicano del Kentucky, medico oculista di professione, figlio del famosissimo Ron Paul e presidente della commissione, Fauci ha invocato oltre cento volte il Quinto Emendamento, che autorizza un individuo ad avvalersi della facoltà di non rispondere per evitare di rendere dichiarazioni potenzialmente auto-incriminanti.
«L’unico motivo per cui mi ha convocato davanti a questa commissione è per farmi dire qualcosa che possa avvalorare le sue ripetute promesse pubbliche secondo cui io finirò dietro le sbarre. Qualsiasi persona ragionevole che abbia seguito la sua ossessione squilibrata nei miei confronti giungerebbe facilmente alla stessa conclusione», ha dichiarato Fauci nella sua dichiarazione di apertura.
Pertanto, ha proseguito l’immunologo, «sebbene mi addolori farlo per il rispetto che nutro per il potere legislativo e per la mia pluridecennale collaborazione con il Congresso, su consiglio dei miei avvocati mi avvalgo del mio diritto, sancito dal quinto emendamento della Costituzione, di astenermi dal rispondere alle vostre domande».
Da quando ha assunto le redini della commissione, Rand Paul ha mosso pesanti e reiterate accuse nei confronti di Fauci, tacciandolo di aver occultato informazioni sui finanziamenti alla ricerca condotta presso l’Istituto di virologia di Wuhan e sulle origini della pandemia. Fauci ha sempre respinto queste accuse bollandole come infondate e condannato il clima da “caccia alle streghe” che a suo dire sarebbe stato costruito contro di lui dai fedelissimi del presidente Trump.
La posizione controversa di Fauci
Eppure, dalle oltre mille pagine dei diari personali scritti da Fauci durante gli anni della pandemia e pubblicati su disposizione di Paul, oltre che dalle indagini condotte sui biolaboratori statunitensi all’estero dalla National Intelligence sotto la supervisione della direttrice Tulsi Gabbard, emergono elementi concreti che sollevano legittimi e pesantissimi dubbi circa la linea di condotta seguita in quel periodo caldissimo dall’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.
Il quale, per di più, ha beneficiato al pari di Hunter Biden della grazia preventiva concessa dal presidente Joe Biden il giorno prima di lasciare la Casa Bianca (19 gennaio 2025), che copriva eventuali reati federali commessi da Fauci fino al 2025 e che secondo alcuni giuristi e senatori – come il repubblicano dell’Arkansas Tom Cotton – non consentiva a Fauci della facoltà di invocare il Quinto Emendamento. Ragion per cui l’immunologo rischia ora una incriminazione per oltraggio al Congresso.
Marco Cosentino

Professore ordinario di farmacologia presso la Scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria di Varese, dove è anche Direttore del Centro di Ricerca in Farmacologia Medica e Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Medicina Clinica e Sperimentale e Medical Humanities. Coordinatore del corso di perfezionamento in Metodologia, etica e integrità della ricerca biomedica. Autore di centinaia di articoli pubblicati su riviste internazionali indicizzate nonché di numerosi volumi e capitoli di volumi. Ha presieduto e partecipato ai lavori di numerosi comitati etici ospedalieri per la ricerca clinica ed è attualmente componente della Commissione Medico-Scientifica indipendente.
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