Lo scorso 22 febbraio, unità regolari e forze speciali inquadrate nell’esercito hanno eliminato Nemesio Ruben Oseguera, detto “El Mencho” ed elemento verticistico del Cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng), vale a dire l’organizzazione criminale più potente e militarmente preparata del Messico.
Come è stato stanato “El Mencho”
Per anni, “El Mencho”, sul quale gli Stati Uniti avevano posto una taglia da 15 milioni di dollari, è risultato assolutamente irrintracciabile, grazie alla sua proverbiale cautela che lo portava a contingentare al massimo le comunicazioni con i sottoposti e a spostarsi solo ed esclusivamente attraverso rotte sicure da una roccaforte del cartello all’altra.

Secondo il resoconto fornito dal ministro della Difesa Ricardo Trevilla, “El Mencho” sarebbe stato localizzato seguendo il filo delle sue relazioni personali, che hanno consentito di risalire a un’amante. Intorno al 18 febbraio, un agente infiltrato nella cerchia dei conoscenti de “El Mencho” avrebbe confermato la sua presenza in un resort di montagna a Tapalpa, nella Sierra dello Stato di Jalisco.
Il 21 febbraio, polizia, forze speciali e unità regolari dell’esercito supervisionate dal Ministero della Difesa hanno pianificato l’operazione pianificazione, scattata il giorno seguente.
Colpito durante gli scontri a fuoco con le forze armate messicane, “El Mencho” è deceduto durante il trasporto in aereo verso Città del Messico. Assieme a lui è caduto anche Hugo “H” detto “El Tuli”, numero due del Cartello Jalisco Nueva Generación e contabile dell’organizzazione.
La reazione del Cartello non si è fatta attendere. Nell’arco di poche ore, si sono registrati oltre 250 blocchi stradali in 20 diversi Stati, assalti a strutture pubbliche e violenti scontri a fuoco che hanno lasciato sul terreno un centinaio di vittime tra militari, guardia nazionale, narcos e civili.
Le forze dell’ordine hanno sequestrato un gigantesco arsenale, comprensivo di veicoli blindati, lanciarazzi e munizionamento di vario tipo.
L’eliminazione di “El Mencho” solleva una serie di interrogativi di grande rilievo. A partire dal ruolo giocato dagli Stati Uniti nell’operazione e dalla linea d’azione sposata dalla presidente Claudia Sheinbaum, apparsa molto meno accomodante nei confronti dei narcos rispetto a quella adottata dal suo predecessore Lopez Obrador.
Lo si evince anche dalla nomina a segretario della Sicurezza e della Protezione Cittadina di una figura come Omar García Harfuch. Alto funzionario della polizia messicana, Harfuch scampò per un soffio a un attentato perpetrato dal Cartello Jalisco Nueva Generación nel 2020.
Gli Stati Uniti, che nel 2025 avevano bollato il Cartello Jalisco Nueva Generación come organizzazione terroristica, hanno salutato con favore l’eliminazione de “El Mencho”. Si tratta di «una grande vittoria per il Messico, gli Stati Uniti, l’America latina e il mondo intero», ha dichiarato il sottosegretario di Stato Christopher Landau.
Gli Stati Uniti accusavano il cartello, formatosi nel 2009, di traffico di cocaina, eroina, metanfetamine e fentanyl. Una fonte confidenziale ha riferito all’agenzia stampa «Reuters» che una task force recentemente creata a Washington, guidata dai militari e specializzata nell’intelligence contro i cartelli della droga avrebbe svolto un ruolo cruciale nell’operazione contro il “El Mencho”.
Secondo la presidente Sheinbaum, invece, le operazioni sarebbero state condotta esclusivamente da personale inquadrato nelle forze armate messicane. La Sheinbaum ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti non hanno partecipato direttamente all’operazione, ma soltanto fornito alcune informazioni di intelligence che si sono rivelate utili.
Va sottolineato che, nel febbraio del 2025, la Cia avviò un programma di sorveglianza in territorio messicano che, con l’ausilio di droni, avrebbe individuato alcuni laboratori clandestini dove viene sintetizzato il fentanyl. Secondo il «New York Times», il programma sarebbe stato implementato sotto l’amministrazione Biden e rafforzato nel corso degli ultimi mesi.
Marco Leofrigio

Studioso di questioni geostrategiche, membro della Società Italiana di Storia Militare e collaboratore della rivista «Analisi Difesa».
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