Lo scorso 11 settembre, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a margine del vertice dei Brics di Nuova Delhi, il presidente Putin ha individuato nel tentativo delle classi dirigenti occidentali di trascinare l’Ucraina nella Nato la causa principale della crisi bellica attualmente in corso.

A suo avviso, «non appena il regime di Viktor Janukovyč è stato rovesciato con un sanguinoso colpo di Stato, gli occidentali si sono immediatamente posti l’obiettivo di integrare l’Ucraina nella Nato». Con tutte le conseguenze del caso.
Putin: la colpa è delle élite globaliste occidentali
«Anche se continuano a scaricare la colpa su di noi – ha aggiunto Putin – la responsabilità del disastro è loro, delle élite globaliste occidentali», in quanto «abbiamo parlato molte volte dell’inaccettabilità dell’espansione della Nato».
Il presidente russo ha quindi specificato che se le élite globaliste dovessero dare concretamente seguito ai loro intenti dichiarati di inviare truppe nel territorio ucraino, «questo significherebbe guerra con la Russia».
Parallelamente, Kusnher, inviato speciale dell’amministrazione Trump, ha dichiarato che «il presidente Putin ha esposto chiaramente quali sono i suoi obiettivi. Se l’Ucraina, per così dire, volesse ritirarsi a quella linea, allora, ovviamente, avremmo già tutto il resto dell’accordo pronto e definito. Al momento, l’Ucraina non vuole farlo», supportata dagli europei.
Roberto Buffagni

Scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «Italia e il Mondo». Ha curato il volume La supercazzola. Istruzioni per l’Ugo (Mondadori, 2006) e tradotto il saggio di Peter Bogdanovich Chi diavolo ha fatto quel film? Conversazioni con registi leggendari (La Nave di Teseo, 2024).
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